Un'azienda, così come qualsiasi altro sistema, per sopravvivere e crescere necessita di due componenti:
- Processi scritti ed efficaci
- Collaboratori affidabili
Per ‘collaboratore affidabile' si intende un collaboratore coerente, costante, puntuale. Un collaboratore che agisce sempre negli interessi del sistema e non solo nei propri interessi. Un collaboratore causativo, che di fronte ad un problema prende in considerazione le proprie colpe prima di quelle degli altri. Un collaboratore disciplinato, in grado di perseguire progetti fino alla loro conclusione, senza distrarsi e perdere tempo.
In poche parole: un collaboratore che sa lavorare bene.
Detto questo, non resta che chiedersi:
- Se questi collaboratori esistono
- Se i collaboratori affidabili si trovano o si creano
- In uno o nell’altro caso, cosa bisogna fare per averli
I collaboratori affidabili esistono?
Una delle convinzioni più diffuse tra gli imprenditori è che l’affidabilità sia una conseguenza della proprietà. Solo se si è proprietari di qualcosa si può essere affidabili nei suoi confronti.
La classica domanda che si rivolge a chi ha dimostrato un comportamento maleducato o disfunzionale ‘a casa tua faresti così?’ è un esempio lampante di come sia diffusa la convinzione che solo se si è proprietari di qualcosa si può essere affidabili nei suoi confronti.
Questa convinzione è smentibile in entrambe le direzioni: non è vero che chi è proprietario è affidabile e non è vero che chi non è proprietario è inaffidabile.
Ci sono moltissimi titolari d’azienda che, nonostante sentano il peso della responsabilità, nella pratica non sono per nulla affidabili. Così come moltissimi collaboratori, anche tra gli stagisti più giovani, possono dimostrare una grande affidabilità.
L’affidabilità non è conseguente all’essere proprietari di un sistema o di un oggetto, ma al sentire la paternità di ogni propria azione e di ogni risultato che si genera.
Anche uno stagista può essere una persona altamente affidabile, a patto che riconosca come suo prodotto ogni sua singola azione che svolge con il suo lavoro.
Anche un imprenditore proprietario al 100% della sua azienda può essere inaffidabile, se non concepisce la paternità di ogni sua singola azione e di ogni prodotto che crea con il suo lavoro.
Che i collaboratori affidabili esistano è una realtà piuttosto evidente, eventualmente le questioni sono:
- saperli riconoscere
- capire come rendere le nostre aziende degli ambienti attraenti per loro.
I collaboratori affidabili hanno delle preferenze specifiche riguardo alle aziende in cui lavorare. È difficile vedere un’azienda in cui collaboratori inaffidabili e collaboratori affidabili convivono per un lungo periodo.
Le persone di un sistema tendono ad allinearsi nel tempo, quindi, a diventare o tutti generalmente inaffidabili o tutti generalmente affidabili.
Questo vuol dire che un collaboratore affidabile che non riesce a modificare o influenzare gli altri elementi del sistema o tenderà a diventare inaffidabile o deciderà di andarsene.
Non c’è dubbio che tutti gli imprenditori, all’inizio della loro impresa, debbano essere stati quasi sicuramente affidabili. Ma col tempo, se si circondano di collaboratori inaffidabili, diventeranno inevitabilmente inaffidabili, anche solo per sopperire all’inaffidabilità degli altri.
Perciò, o tutte le persone di un’azienda si rendono conto di questo e iniziano ad impegnarsi per essere tutti più affidabili oppure diventeranno gradualmente tutti più inaffidabili.
Che i collaboratori affidabili esistano, quindi, non è in discussione, come non è in discussione che abbiano delle preferenze specifiche riguardo l’ambiente in cui lavorare.
La domanda eventualmente è se la tua azienda rientra nelle loro preferenze.
Ora rispondiamo alla seconda domanda.
I collaboratori affidabili si creano o si trovano?
Prima di dare la risposta a questa domanda, è utile fermarsi a riflettere su come le due alternative (creare o trovare) generino un approccio diametralmente opposto.
Chi crede che i collaboratori si trovino investirà e approfondirà molto di più l’ambito del recruiting, della ricerca del personale, del employers branding (valorizzare il marchio aziendale come luogo di lavoro).
Chi crede che i collaboratori si creino, invece, investirà più sulla fase di inserimento delle nuove risorse, sulla formazione, sui sistemi di incentivazione.
Detto questo, rimane ora da dare una risposta oggettiva, razionale e scientifica alla domanda originale: i collaboratori affidabili si trovano (esistono persone già di per sé affidabili che, quindi, occorre individuare con più attenzione e poi naturalmente coltivare), oppure si creano (ovvero indipendentemente da chi si trova, esiste sempre la possibilità di rendere affidabile una persona)?
Una domanda introspettiva può aiutarci ad andare a fondo alla questione e guidarci nella ricerca di una risposta scientifica e univoca.
Il livello dell’affidabilità di una persona quanto dipende da fattori esterni e quanto da fattori interni?
L’affidabilità di una persona si vede non dai suoi comportamenti isolati (quelli che potrebbe fare per ottenere qualcosa), ma, soprattutto, dai suoi comportamenti ricorsivi, quelli che fanno parte di lei e che ripete più spesso.
L’affidabilità si percepisce dai comportamenti ordinari, dalle abitudini che si hanno.
Arrivare in orario e rispettare le scadenze o andare di fretta e arrivare sempre in ritardo?
Essere preciso nel rispondere ad una richiesta o essere superficiale ed evasivo?
Prendersi cura del lavoro che si consegna o lavorare in modo sciatto e disinteressato?
Fare più di quanto richiesto laddove serve o limitarsi a eseguire il minimo indispensabile?
Essere onesto e razionale o comunicare per convenienza e usare la logica per confondere?
Essere disciplinato nel seguire i propri compiti o distrarsi con facilità?
Affidabile o Inaffidabile? Dipende dalle abitudini.
Capire quanto sono modificabili le abitudini di una persona, significa capire quanto è modificabile la sua affidabilità.
Secondo la famosa Legge di Kurt Lewin (nota anche come ‘teoria del campo’*1), il comportamento di una persona non dipende soltanto dalle sue caratteristiche individuali, ma dall’interazione tra la persona e l’ambiente in cui vive e lavora*.
*La formula della teoria del campo è: B = f(P,E)
dove: * B = Behavior (comportamento), * P = Person (persona), * E = Environment (ambiente)
Questa legge è il fondamento del marketing moderno.
Regole, strumenti, relazioni, cultura e aspettative costituiscono, infatti, un vero e proprio ‘campo di forze’ che favorisce alcuni comportamenti e ne ostacola altri. Per questo le abitudini non devono essere considerate tratti fissi della persona: quando cambia il contesto, è facile che cambi anche il comportamento.
La teoria di Lewin mostra, quindi, che, per modificare in modo stabile il comportamento delle persone, spesso è più efficace intervenire sul sistema e sull’ambiente in cui lavorano che chiedere loro di cambiare.
La stragrande maggioranza delle persone non ha abitudini stabili, ma le modifica per adattarle alle persone che frequenta e all’ambiente in cui vive e lavora.
La scienza si esprime in modo netto in merito al nostro quesito, affermando che:
‘Nella stragrande maggioranza dei casi collaboratori affidabili (e inaffidabili) si creano’.
Seppure le fasi di selezione e recruiting sono molto importanti per trovare buone materie prime, è ciò che si fa durante l'inserimento, le regole di lavoro e la modalità di gestione del collaboratore che determineranno l’affidabilità di un collaboratore.
Ora arriviamo alla terza e ultima domanda:
Cosa bisogna fare per avere collaboratori affidabili?
L’affidabilità di un collaboratore si vede dalle sue abitudini, dai suoi comportamenti ordinari e ricorsivi. Quali nello specifico?
In particolare, da 3 categorie di abitudini:
- abitudini di risposta ad un input (come si risponde ad una richiesta, ad una delega o ad un'informazione in generale)
- abitudini di risposta alla formazione (come si risponde ad un’attività di formazione, insegnamento o educazione)
- abitudini di risposta ai problemi (come si risponde ad un problema, sfida o difficoltà).
Formare, agevolare e monitorare queste abitudini nei collaboratori è il modo più sicuro per spargere affidabilità in un sistema e creare collaboratori affidabili.
Riepilogando:
- I collaboratori affidabili esistono e sono quelli che considerano la paternità delle proprie azioni
- In un’azienda o la maggior parte delle persone è affidabile o è inaffidabile
- L’affidabilità di una persona dipende dalle sue abitudini che generalmente sono plasmabili e influenzabili in funzione del contesto
- Le abitudini specifiche su cui lavorare sono quelle che riguardano la risposta agli input, alla formazione e ai problemi.
ProdUP! è il corso di 3 giorni che permette di installare queste abitudini e competenze. Un’esperienza formativa strutturata per far implementare ad ogni collaboratore le abitudini dell’affidabilità.
Nella nostra ricerca abbiamo identificato degli indicatori oggettivi per rilevare il grado di responsività di un collaboratore, che riesca a predire il livello di affidabilità.
Questa informazione risulta essere molto importante per l’imprenditore o il manager responsabile di persone, per identificare i migliori soggetti sui quali investire, anticipare i problemi e vedere i progressi di un collaboratore.
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Fonti e Riferimenti
*1-Lewin, K. (1936). “Principles of Topological Psychology”. New York: McGraw-Hill.
Lewin, K. (1939). “Field Theory and Experiment in Social Psychology: Concepts and Methods.” American Journal of Sociology, 44(6), 868–896.
Lewin, K. (1951). “Field Theory in Social Science: Selected Theoretical Papers”. Edited by Dorwin Cartwright. New York: Harper & Brothers.
Lewin, K. (1947). “Group Decision and Social Change.” In T. M. Newcomb & E. L. Hartley (Eds.), Readings in Social Psychology.
Burnes, B., & Cooke, B. (2013). “Kurt Lewin’s Field Theory: A Review and Re-evaluation.” International Journal of Management Reviews, 15(4), 408–425.