{"meta":{"meta_title":"Diagramma di Pareto: da quale problema conviene partire","meta_description":"Che cos'è il diagramma di Pareto e come si costruisce: le cinque dizioni, i cinque passi, un esempio compilato con due graduatorie e gli errori tipici.","slug":"diagramma-di-pareto","area":"organizzazione","data":"2026-09-22","autore":"Redazione Prodability","keyword_principale":"diagramma di pareto","keywords_secondarie":"principio di pareto, legge di pareto, regola 80 20, analisi di pareto","tags":["Problem solving","Qualità","KPI e misurazione","Prioritizzazione"],"title":"Diagramma di Pareto: trovare i pochi problemi che pesano","lunghezza":"15 min di lettura","featuredVisual":{"kind":"image","src":"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto.jpg","alt":"Diagramma di Pareto: trovare i pochi problemi che pesano"}},"content":"# Diagramma di Pareto: trovare i pochi problemi che pesano\n\nDieci problemi aperti sul tavolo e una settimana per lavorarne uno: si sceglie quello che fa più rumore o quello che pesa di più?\n\nLa differenza fra le due risposte si misura, e il diagramma di Pareto è il modo più economico per misurarla.\n\nÈ un grafico a barre che ordina per importanza decrescente gli eventi già accaduti e contati, con una linea di percentuali cumulate che mostra quante poche voci facciano la maggior parte del totale [1].\n\nVale per un professionista con due collaboratori, per un'azienda familiare da quindici addetti e per una struttura da cento: cambia il registro da cui si parte, non la domanda.\n\nL'asimmetria, del resto, è la regola del sistema produttivo italiano: le imprese con almeno tre addetti sono il 22,5% del totale e producono l'85,1% del valore aggiunto nazionale [3].\n\n> **Il diagramma di Pareto non dice quale sia la causa di un problema: dice da quale problema conviene partire, e vale quanto il criterio con cui le colonne sono state contate e pesate, non quanto la forma della curva.**\n\nQui di seguito: le cinque dizioni della famiglia, come verificare l'80/20 sui propri numeri, i cinque passi di costruzione con un esempio compilato, il passaggio alle cause e gli errori che svuotano la figura.\n\n## Cinque nomi per una cosa sola: che cosa fa davvero il diagramma di Pareto\n\nPrincipio di Pareto, legge di Pareto, regola 80/20, analisi di Pareto, diagramma di Pareto: cinque etichette per una sola idea o cinque strumenti diversi?\n\nSono la stessa famiglia, e distinguerle serve perché solo l'ultima si disegna su un foglio.\n\nLa legge di Pareto in senso proprio è la legge dei redditi dell'economista Vilfredo Pareto: il diagramma che mette il numero dei percettori in funzione dell'ammontare del reddito tenderebbe alla forma di una retta, con un'inclinazione che resta simile nel tempo [2].\n\nTreccani annota che quella legge non è stata confermata empiricamente, pur restando rilevante sul piano del metodo [2].\n\nIl principio di Pareto è invece una generalizzazione successiva, dovuta a Juran, che osservò come le perdite di qualità non si distribuiscano in modo uniforme fra le caratteristiche di un prodotto, ma si concentrino in una quota ristretta di esse [1].\n\nLa regola 80/20 è la forma memorizzabile di quel principio, e le due frazioni sono arbitrarie: altri valori descriverebbero la stessa asimmetria con la stessa accuratezza [1].\n\nL'analisi di Pareto è il procedimento che ordina gli eventi contati per importanza decrescente.\n\nIl diagramma di Pareto è la sua rappresentazione: barre ordinate per frequenza decrescente, con la linea delle percentuali cumulate aggiunta da Juran per rendere leggibile l'asimmetria [1].\n\nNei testi italiani di controllo qualità lo stesso oggetto compare come curva ABC, quando le frequenze cumulate servono a separare gli accadimenti in tre classi di rilevanza [5].\n\nIl diagramma vive dove i problemi sono già accaduti e qualcuno li ha contati: non genera ipotesi di causa, le ordina per peso.\n\nÈ anche il confine con le tecniche che vengono dopo: il diagramma sceglie il problema su cui lavorare, non ne cerca la causa, e il passaggio alle tecniche di analisi è descritto più avanti.\n\nVa distinto anche dall'ordinamento delle attività da fare, che segue criteri diversi ed è materia della [gestione delle priorità](https://blog.prodability.com/gestione-priorita/).\n\n## Quanto vale davvero l'80/20: verificare il principio di Pareto sui propri numeri\n\n> Il diagramma vale quanto il criterio con cui le colonne sono state contate, non quanto la forma della curva: l'asimmetria si misura sui propri registri, non si presume perché la si è letta altrove.\n\nDue aziende con lo stesso numero di fermi macchina, una con il novanta per cento delle ore perse su due cause e l'altra con le ore distribuite su nove: lo stesso principio le riguarda allo stesso modo?\n\nNo, e la differenza si vede solo contando.\n\nL'asimmetria fra pochi elementi che pesano e molti che contano poco è documentata su scala nazionale.\n\nLe imprese italiane con almeno tre addetti sono il 22,5% del totale e producono l'85,1% del valore aggiunto nazionale, secondo il Censimento permanente delle imprese ISTAT con anno di riferimento 2022 [3].\n\nNel commercio con l'estero la concentrazione è ancora più stretta: nel 2025 il 78,3% delle vendite all'estero è stato realizzato da 5.831 operatori su 126.491, mentre i micro-esportatori, il segmento più numeroso, hanno contribuito per lo 0,2% [4].\n\nQuesti numeri descrivono un'economia, non un'officina: sono una ragione per andare a contare, non una previsione su quanto sia concentrato un problema specifico.\n\nServe prudenza anche sul disegno.\n\nL'ordinamento per frequenza decrescente, che è ciò che rende un diagramma di Pareto riconoscibile, produce una discesa anche su dati casuali: la forma scende comunque, perché è stata ordinata [1].\n\nNe segue che una curva ripida non dimostra da sola una concentrazione reale.\n\nDue conteggi rendono verificabile la cosa senza statistica.\n\n- quante categorie servono per arrivare all'80% del totale: se ne bastano due su nove la concentrazione è netta, se ne servono sette la curva è quasi piatta e l'ordine di intervento va deciso con altri criteri;\n- se la stessa lista, contata sul periodo precedente, mette in testa le stesse categorie: un ordine che cambia a ogni rilevazione misura rumore.\n\nUn'officina familiare che registra i fermi da un mese ha pochi eventi e un ordine instabile: il diagramma diventa affidabile quando il registro copre un ciclo di lavoro intero.\n\n## Dal registro al grafico: i cinque passi dell'analisi di Pareto\n\nUn foglio nuovo da compilare per sei mesi e un registro che esiste già da due anni portano alla stessa figura?\n\nIl secondo arriva prima, e quasi ogni azienda ne ha uno: rapportini, note di consegna, richieste di assistenza, verbali di collaudo, ore non produttive segnate in bacheca.\n\nIl procedimento sta in cinque passi, e i primi due decidono la qualità degli altri tre.\n\n1. Fissare l'unità di conteggio e il periodo: un evento è una riga, il periodo è dichiarato in testa al foglio e copre almeno un ciclo di lavoro completo.\n2. Definire le categorie: da cinque a dieci, tra loro esclusive, scritte con le parole di chi compila il registro, con una voce «altro» che resta l'ultima e non la più alta.\n3. Contare, e accanto al conteggio annotare il peso: ore perse, pezzi da rifare, euro di materiale, quando le voci non costano tutte allo stesso modo.\n4. Ordinare le colonne per valore decrescente e calcolare le percentuali cumulate riga per riga: è l'ordinamento che rende il diagramma leggibile, ed è anche ciò che va maneggiato con prudenza [1].\n5. Leggere dove la cumulata attraversa l'80%: le voci a sinistra di quel punto sono le candidate, quelle a destra restano registrate e non diventano il lavoro di questa settimana.\n\nLa curva cumulata classifica le voci in tre fasce di rilevanza — nei testi italiani di controllo qualità è la curva ABC — e la fascia A è il punto di partenza [5].\n\nIl disegno si fa con un foglio di calcolo in dieci minuti, oppure a mano su carta quadrettata: il valore non sta nel grafico ma nelle due colonne che lo precedono, categoria e peso.\n\nIl foglio minimo è quello che in questa collana si chiama Foglio di conteggio per il diagramma di Pareto: categoria, conteggio, peso, percentuale sul totale, percentuale cumulata, periodo.\n\n![Schema dei cinque passi per costruire un diagramma di Pareto: periodo, categorie, conteggio e peso, ordinamento con percentuali cumulate, lettura della soglia](/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-cinque-passi.jpg)\n\n## Un esempio compilato di diagramma di Pareto: contare gli eventi o pesarli\n\nLa causa che si presenta più spesso e la causa che costa di più sono la stessa?\n\nRaramente, e il diagramma che ordina soltanto i conteggi manda la squadra sul problema sbagliato con la coscienza a posto.\n\nIl caso è ipotetico e costruito per l'articolo: un'officina familiare da venti addetti che lavora su commessa per altri costruttori, un trimestre di registro dei fermi, 96 eventi e 214 ore non produttive.\n\nLa tabella riporta le stesse sei categorie contate due volte, per numero di eventi e per ore perse.\n\n| Causa del fermo | Eventi | Ore perse | % sulle ore | % cumulata ore |\n|---|---|---|---|---|\n| Attesa di materiale dal fornitore | 28 | 63 | 29,4% | 29,4% |\n| Disegno o commessa incompleti | 15 | 52 | 24,3% | 53,7% |\n| Guasto di una macchina | 8 | 44 | 20,6% | 74,3% |\n| Modifica richiesta dal cliente a lavorazione avviata | 12 | 21 | 9,8% | 84,1% |\n| Attrezzaggio più lungo del previsto | 24 | 18 | 8,4% | 92,5% |\n| Assenza non programmata | 9 | 16 | 7,5% | 100% |\n\nOrdinando per numero di eventi, l'attrezzaggio è la seconda voce e il guasto è l'ultima.\n\nOrdinando per ore perse, l'attrezzaggio scende al quinto posto e il guasto sale al terzo: ventiquattro fermi brevi pesano meno di otto fermi lunghi.\n\nLe prime tre voci per ore coprono il 74,3% del totale, le prime quattro l'84,1%: la soglia dell'80% cade dentro la quarta colonna, e il grafico non decide al posto di chi legge dove tagliare.\n\nLe due letture non si contraddicono, rispondono a domande diverse: la prima dice che cosa accade più spesso, la seconda che cosa costa di più.\n\nPer decidere su che cosa lavorare questa settimana vale la seconda, a meno che la frequenza non abbia un costo nascosto che il registro non rileva, come il tempo speso a riprogrammare la produzione.\n\nIn uno studio professionale la stessa tabella conta pratiche rifatte e ore rilavorate, con le stesse due graduatorie e lo stesso scarto.\n\n![Confronto fra l'ordinamento per numero di eventi e l'ordinamento per ore perse delle sei cause di fermo dell'esempio](/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-due-graduatorie.jpg)\n\n## Trovata la prima colonna: dal diagramma di Pareto all'analisi delle cause\n\nUna riunione che finisce con «partiamo dalle attese di materiale» e una che finisce con una scheda di analisi aperta su quelle attese hanno prodotto lo stesso risultato?\n\nLa prima ha scelto un bersaglio, la seconda ha cominciato a lavorarci: il diagramma chiude la fase del trovare e non apre da solo quella del capire.\n\nLa colonna più alta è un effetto misurato, non una causa: «attesa di materiale» è la descrizione di ciò che accade, e le ragioni per cui accade sono da cercare.\n\nIl passaggio ha tre requisiti minimi.\n\n- la voce scelta è enunciata come problema con un numero e un periodo, non come categoria generica: sessantatré ore perse in un trimestre su attese di materiale;\n- la tecnica di analisi è dichiarata prima di convocare chiunque, e dipende da quante risposte plausibili esistono al primo perché;\n- la data di ri-conteggio è fissata insieme all'intervento, con le stesse categorie e un periodo di uguale durata.\n\nIl primo requisito ha una forma propria, ed è quella descritta in [come scrivere un problem statement](https://blog.prodability.com/problem-statement/): la colonna diventa una riga che dice che cosa accade, dove, da quando e quanto costa.\n\nQuando le risposte plausibili sono molte e arrivano da reparti diversi, l'ipotesi si apre in larghezza con il [diagramma di Ishikawa](https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/).\n\nQuando la catena è plausibilmente lineare, si scava in profondità con la [tecnica dei 5 perché](https://blog.prodability.com/tecnica-5-perche/).\n\nQuando il problema è grave o attraversa più funzioni, la cornice completa è l'[analisi delle cause radice](https://blog.prodability.com/analisi-cause-radice/), e il processo entro cui tutto questo sta è descritto nella [guida al problem solving aziendale](https://blog.prodability.com/problem-solving-aziendale/).\n\nSe la voce scelta riguarda prodotti o servizi che non rispettano i requisiti, il registro da cui partire e le azioni da tracciare sono quelli della [gestione delle non conformità](https://blog.prodability.com/gestione-non-conformita/).\n\nIl secondo diagramma, costruito dopo l'intervento sulle stesse categorie, è la verifica: se la colonna si abbassa e le altre restano ferme, l'intervento ha agito dove doveva.\n\nSe si abbassa e le altre salgono tutte insieme, è cambiato il modo di registrare, non il lavoro.\n\n## Gli errori che rendono un diagramma di Pareto una figura che non fa decidere\n\nUn diagramma appeso in bacheca da sei mesi e uno rifatto ogni trimestre con le stesse categorie: quale dei due ha cambiato qualcosa in reparto?\n\nI quattro errori qui sotto non riguardano il disegno, riguardano le due colonne che lo precedono, ed è per questo che si riconoscono guardando il registro e non il grafico.\n\n**Contare ciò che è già scritto e fermarsi lì.** Il diagramma rappresenta gli eventi che qualcuno ha annotato, e i problemi che restano fuori dal registro compaiono nella figura con un'altezza pari a zero.\n\nIl gesto di correzione è chiedere a chi vede passare il lavoro che cosa succede e non finisce sul registro — il metodo per cercare i problemi prima che si contino da soli è il [problem finding](https://blog.prodability.com/problem-finding-aziendale/), e il posto dove le segnalazioni si depositano in forma contabile è il [registro dei problemi](https://blog.prodability.com/registro-dei-problemi/).\n\n**Categorie che si sovrappongono.** Se «ritardo del fornitore» e «attesa di materiale» convivono nello stesso elenco, i conteggi si dividono fra due colonne e nessuna delle due arriva in testa.\n\nIl gesto è riscrivere l'elenco con le persone che compilano il registro, verificando che ogni evento possa entrare in una sola voce e che «altro» resti sotto il dieci per cento del totale.\n\n**Ordinare per frequenza quando le voci non costano uguale.** È lo scarto già visto nella tabella: pesare le colonne con ore, pezzi o euro cambia la graduatoria e quindi la decisione.\n\n**Leggere la discesa come una prova.** È il punto già visto: la curva cala anche quando i dati sono casuali, perché è stata ordinata.\n\nIl gesto è guardare il numero di osservazioni prima della pendenza, e su pochi eventi rimandare la decisione di una rilevazione anziché ricavarla da una figura ripida [1].\n\nIl controllo finale è di lettura: se la prima colonna resta la stessa cambiando il criterio di conteggio e il periodo, è un bersaglio; se cambia a ogni passaggio, è rumore ordinato bene.\n\n## Limiti e condizioni di applicabilità\n\nIl diagramma rappresenta gli eventi che qualcuno ha registrato: ciò che non entra nel registro non compare nella figura e non pesa nulla.\n\nI dati ISTAT e ISTAT-ICE citati descrivono la distribuzione di un'economia [3] [4]: mostrano quanto sia comune l'asimmetria, non dimostrano nessi causali né la distribuzione interna a una singola impresa.\n\nL'ordinamento per frequenza decrescente produce una discesa anche su dati casuali, quindi la pendenza della curva non è di per sé una prova di concentrazione [1].\n\nIl caso dell'officina è ipotetico e costruito per l'articolo: le cifre servono a far vedere il procedimento, non a stimare un risultato.\n\nQuando un evento è raro ma ha conseguenze gravi — sicurezza sul lavoro, obblighi contrattuali o normativi — la graduatoria per frequenza o per costo non è il criterio di scelta e l'intervento non attende la prossima rilevazione.\n\n## FAQ\n\n### Che cos'è la regola 80/20 e vale in ogni azienda?\n\nÈ la forma sintetica del principio di Pareto: una quota ristretta di cause produce la maggior parte degli effetti.\n\nLe due frazioni sono arbitrarie e altri valori descriverebbero la stessa asimmetria con la stessa accuratezza [1]: nei dati di una singola impresa il rapporto può risultare 70/30 o 90/10, e va misurato prima di essere usato.\n\n### Che differenza c'è tra principio di Pareto, analisi di Pareto e diagramma di Pareto?\n\nIl principio è l'osservazione generale sulla distribuzione non uniforme degli effetti [1].\n\nL'analisi è il procedimento che conta gli eventi e li ordina per importanza decrescente; il diagramma è la figura che ne esce, con le barre ordinate e la linea delle percentuali cumulate.\n\n### Quanti dati servono perché un diagramma di Pareto sia attendibile?\n\nNon esiste una soglia universale, e il criterio pratico è la stabilità: se le prime voci restano le stesse in due periodi consecutivi, l'ordine è informativo.\n\nSu poche osservazioni conviene rimandare la decisione a una rilevazione successiva, perché la discesa della curva può essere un effetto dell'ordinamento [1].\n\n### Serve un software per costruirlo?\n\nNo: bastano un foglio di calcolo e due colonne, categoria e peso, più la percentuale cumulata calcolata riga per riga.\n\nIl tempo va speso nella definizione delle categorie e nella scelta dell'unità di misura, non nel grafico.\n\n## Sintesi operativa\n\nIl punto di partenza è un registro che esiste già: rapportini, note di consegna, richieste di assistenza, verbali di collaudo.\n\nSi dichiara il periodo, si scelgono da cinque a dieci categorie esclusive scritte con le parole di chi compila il registro, e si tiene «altro» sotto il dieci per cento.\n\nAccanto al conteggio degli eventi si annota il peso — ore, pezzi, euro — perché la voce più frequente e quella più costosa raramente coincidono.\n\nLe colonne si ordinano per valore decrescente e si calcolano le percentuali cumulate, che indicano quante voci servono per arrivare all'80% del totale.\n\nPrima di decidere si controlla la stabilità dell'ordine fra due periodi: un ordine che cambia a ogni rilevazione misura rumore.\n\nLa voce scelta si enuncia come problema con numero e periodo, e da lì comincia il lavoro sulle cause con la tecnica adatta al numero di ipotesi in campo.\n\nL'ultima riga dell'agenda è la data del secondo conteggio, sulle stesse categorie e con un periodo di uguale durata.\n\n## Conclusione\n\nIl diagramma di Pareto non è un grafico che spiega un problema: è il conteggio che dice da quale problema conviene partire, e vale quanto il criterio con cui le colonne sono state contate e pesate.\n\nLe cinque dizioni che portano qui — principio, legge, regola 80/20, analisi, diagramma — indicano un'unica idea e un solo oggetto disegnabile, che lavora su eventi già accaduti e registrati.\n\nLa colonna più alta resta un effetto: da lì comincia il lavoro sulle cause, con il [diagramma di Ishikawa](https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/) quando le ipotesi sono molte e con la [tecnica dei 5 perché](https://blog.prodability.com/tecnica-5-perche/) quando la catena è lineare.\n\nChi vuole prima la mappa del processo entro cui tutto questo sta la trova nella [guida al problem solving aziendale](https://blog.prodability.com/problem-solving-aziendale/).\n\nDopo qualche trimestre di conteggi ripetuti sulle stesse categorie, la riunione del lunedì cambia oggetto.\n\nNon più l'elenco di ciò che è andato storto, ma una tabella corta con due colonne e una decisione: questa settimana si lavora su questa voce, e fra tre mesi si guarda se è scesa.\n\nÈ il passaggio da un'azienda che reagisce a dieci problemi insieme a una che ne affronta uno alla volta con il conteggio in mano, e le ore che non si perdono più tornano disponibili per il lavoro che le persone hanno scelto di fare.\n\n<!-- frasi-memorabili\n1. Il diagramma di Pareto non dice qual è la causa: dice da quale problema conviene partire, e vale quanto il conteggio che lo precede.\n2. Una curva che scende non è una prova: l'ordinamento fa scendere anche i dati casuali, la concentrazione si verifica contando due periodi.\n-->\n\n## Fonti e Riferimenti\n\n[1] Wilkinson, L., \"Revising the Pareto Chart\", The American Statistician, vol. 60, n. 4, novembre 2006, pp. 332-334, DOI 10.1198/000313006X152243. Copia d'autore disponibile su: https://www.cs.uic.edu/~wilkinson/Publications/pareto.pdf (consultata nella copia archiviata: https://web.archive.org/web/20231222193314/https://www.cs.uic.edu/~wilkinson/Publications/pareto.pdf)\n\n[2] Treccani, \"Paréto, Vilfredo, marchese\", Enciclopedia on line, Istituto della Enciclopedia Italiana. Disponibile su: https://www.treccani.it/enciclopedia/pareto-vilfredo-marchese/\n\n[3] ISTAT, \"Censimento permanente delle imprese 2023: primi risultati\", comunicato stampa, 14 novembre 2023 (anno di riferimento 2022; circa 280mila imprese rispondenti, rappresentative di 1.021.618 imprese con almeno 3 addetti). Disponibile su: https://www.istat.it/comunicato-stampa/censimento-permanente-delle-imprese-2023-primi-risultati/ — PDF: https://www.istat.it/it/files/2023/11/REPORTCensimprese.pdf\n\n[4] ISTAT – ICE Agenzia, \"Commercio estero e attività internazionali delle imprese — Annuario 2026\", nota per la stampa, 16 luglio 2026 (dati 2025). Disponibile su: https://www.istat.it/comunicato-stampa/comunicato-stampa-annuario-statistico-istat-ice-2026/ — PDF: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/07/NOTA-STAMPA_ISTAT-ICE_2026.pdf\n\n[5] Università Carlo Cattaneo – LIUC, \"Controllo di qualità — Strumenti per il controllo della qualità e la sua gestione\", capitolo 10 del materiale didattico del corso Y71006, 2006. Disponibile su: https://my.liuc.it/MatSup/2006/Y71006/CAPITOLO%2010.pdf","path":"content/articles/art-0169/it.md","routePath":"diagramma-di-pareto","wordCount":3231,"imageMeta":{"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto.jpg":{"w":1200,"h":825},"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-cinque-passi.jpg":{"w":1600,"h":893},"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-due-graduatorie.jpg":{"w":1600,"h":893}},"html":"<p>La differenza fra le due risposte si misura, e il diagramma di Pareto è il modo più economico per misurarla.</p>\n<p>È un grafico a barre che ordina per <a href=\"/glossario/importanza/\" data-le-key=\"glossario:importanza\" data-le-keys=\"glossario:importanza\" data-le-slug=\"importanza\" data-le-category=\"glossario\" class=\"le-term-marker article-inline-link\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">importanza</a> decrescente gli eventi già accaduti e contati, con una linea di percentuali cumulate che mostra quante poche voci facciano la maggior parte del totale <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Vale per un professionista con due collaboratori, per un'azienda familiare da quindici addetti e per una struttura da cento: cambia il registro da cui si parte, non la domanda.</p>\n<p>L'asimmetria, del resto, è la regola del sistema produttivo italiano: le imprese con almeno tre addetti sono il 22,5% del totale e producono l'85,1% del valore aggiunto nazionale <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-3\">[3]</a>.</p>\n<blockquote>\n<p><strong>Il diagramma di Pareto non dice quale sia la causa di un problema: dice da quale problema conviene partire, e vale quanto il criterio con cui le colonne sono state contate e pesate, non quanto la forma della curva.</strong></p>\n</blockquote>\n<p>Qui di seguito: le cinque dizioni della famiglia, come verificare l'80/20 sui propri numeri, i cinque passi di costruzione con un esempio compilato, il passaggio alle cause e gli errori che svuotano la figura.</p>\n<h2 id=\"cinque-nomi-per-una-cosa-sola-che-cosa-fa-davvero-il-diagramma-di-pareto\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Cinque nomi per una cosa sola: che cosa fa davvero il diagramma di Pareto</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"cinque-nomi-per-una-cosa-sola-che-cosa-fa-davvero-il-diagramma-di-pareto\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p><a data-le-key=\"argomenti:principio-pareto\" data-le-keys=\"argomenti:principio-pareto\" data-le-slug=\"principio-pareto\" data-le-category=\"argomenti\" class=\"le-term-marker\">Principio di Pareto</a>, legge di Pareto, regola 80/20, analisi di Pareto, diagramma di Pareto: cinque etichette per una sola idea o cinque strumenti diversi?</p>\n<p>Sono la stessa famiglia, e distinguerle serve perché solo l'ultima si disegna su un foglio.</p>\n<p>La legge di Pareto in senso proprio è la legge dei redditi dell'economista Vilfredo Pareto: il diagramma che mette il numero dei percettori in funzione dell'ammontare del reddito tenderebbe alla forma di una retta, con un'inclinazione che resta simile nel tempo <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>.</p>\n<p>Treccani annota che quella legge non è stata confermata empiricamente, pur restando rilevante sul piano del metodo <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>.</p>\n<p>Il principio di Pareto è invece una generalizzazione successiva, dovuta a Juran, che osservò come le perdite di qualità non si distribuiscano in modo uniforme fra le caratteristiche di un prodotto, ma si concentrino in una quota ristretta di esse <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>La regola 80/20 è la forma memorizzabile di quel principio, e le due frazioni sono arbitrarie: altri valori descriverebbero la stessa asimmetria con la stessa accuratezza <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>L'analisi di Pareto è il procedimento che ordina gli eventi contati per importanza decrescente.</p>\n<p>Il diagramma di Pareto è la sua rappresentazione: barre ordinate per frequenza decrescente, con la linea delle percentuali cumulate aggiunta da Juran per rendere leggibile l'asimmetria <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Nei testi italiani di controllo qualità lo stesso oggetto compare come curva ABC, quando le frequenze cumulate servono a separare gli accadimenti in tre classi di rilevanza <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-5\">[5]</a>.</p>\n<p>Il diagramma vive dove i problemi sono già accaduti e qualcuno li ha contati: non genera ipotesi di causa, le ordina per peso.</p>\n<p>È anche il confine con le tecniche che vengono dopo: il diagramma sceglie il problema su cui lavorare, non ne cerca la causa, e il passaggio alle tecniche di analisi è descritto più avanti.</p>\n<p>Va distinto anche dall'ordinamento delle attività da fare, che segue criteri diversi ed è materia della <a href=\"https://blog.prodability.com/gestione-priorita/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">gestione delle priorità</a>.</p>\n<h2 id=\"quanto-vale-davvero-l8020-verificare-il-principio-di-pareto-sui-propri-numeri\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Quanto vale davvero l'80/20: verificare il principio di Pareto sui propri numeri</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"quanto-vale-davvero-l8020-verificare-il-principio-di-pareto-sui-propri-numeri\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<blockquote>\n<p>Il diagramma vale quanto il criterio con cui le colonne sono state contate, non quanto la forma della curva: l'asimmetria si misura sui propri registri, non si presume perché la si è letta altrove.</p>\n</blockquote>\n<p>Due aziende con lo stesso numero di fermi macchina, una con il novanta per cento delle ore perse su due cause e l'altra con le ore distribuite su nove: lo stesso principio le riguarda allo stesso modo?</p>\n<p>No, e la differenza si vede solo contando.</p>\n<p>L'asimmetria fra pochi elementi che pesano e molti che contano poco è documentata su scala nazionale.</p>\n<p>Le imprese italiane con almeno tre addetti sono il 22,5% del totale e producono l'85,1% del valore aggiunto nazionale, secondo il Censimento permanente delle imprese ISTAT con anno di riferimento 2022 <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-3\">[3]</a>.</p>\n<p>Nel commercio con l'estero la <a href=\"/glossario/concentrazione/\" data-le-key=\"glossario:concentrazione\" data-le-keys=\"glossario:concentrazione\" data-le-slug=\"concentrazione\" data-le-category=\"glossario\" class=\"le-term-marker article-inline-link\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">concentrazione</a> è ancora più stretta: nel 2025 il 78,3% delle vendite all'estero è stato realizzato da 5.831 operatori su 126.491, mentre i micro-esportatori, il segmento più numeroso, hanno contribuito per lo 0,2% <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-4\">[4]</a>.</p>\n<p>Questi numeri descrivono un'economia, non un'officina: sono una ragione per andare a contare, non una previsione su quanto sia concentrato un problema specifico.</p>\n<p>Serve prudenza anche sul disegno.</p>\n<p>L'ordinamento per frequenza decrescente, che è ciò che rende un diagramma di Pareto riconoscibile, produce una discesa anche su dati casuali: la forma scende comunque, perché è stata ordinata <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Ne segue che una curva ripida non dimostra da sola una concentrazione reale.</p>\n<p>Due conteggi rendono verificabile la cosa senza statistica.</p>\n<ul class=\"article-check-list\">\n<li>quante categorie servono per arrivare all'80% del totale: se ne bastano due su nove la concentrazione è netta, se ne servono sette la curva è quasi piatta e l'ordine di intervento va deciso con altri criteri;</li>\n<li>se la stessa lista, contata sul periodo precedente, mette in testa le stesse categorie: un ordine che cambia a ogni rilevazione misura rumore.</li>\n</ul>\n<p>Un'officina familiare che registra i fermi da un mese ha pochi eventi e un ordine instabile: il diagramma diventa affidabile quando il registro copre un ciclo di lavoro intero.</p>\n<h2 id=\"dal-registro-al-grafico-i-cinque-passi-dellanalisi-di-pareto\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Dal registro al grafico: i cinque passi dell'analisi di Pareto</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"dal-registro-al-grafico-i-cinque-passi-dellanalisi-di-pareto\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Un foglio nuovo da compilare per sei mesi e un registro che esiste già da due anni portano alla stessa figura?</p>\n<p>Il secondo arriva prima, e quasi ogni azienda ne ha uno: rapportini, note di consegna, richieste di assistenza, verbali di collaudo, ore non produttive segnate in bacheca.</p>\n<p>Il procedimento sta in cinque passi, e i primi due decidono la qualità degli altri tre.</p>\n<ol class=\"article-process-list\">\n<li>Fissare l'unità di conteggio e il periodo: un evento è una riga, il periodo è dichiarato in testa al foglio e copre almeno un ciclo di lavoro completo.</li>\n<li>Definire le categorie: da cinque a dieci, tra loro esclusive, scritte con le parole di chi compila il registro, con una voce «altro» che resta l'ultima e non la più alta.</li>\n<li>Contare, e accanto al conteggio annotare il peso: ore perse, pezzi da rifare, euro di materiale, quando le voci non costano tutte allo stesso modo.</li>\n<li>Ordinare le colonne per valore decrescente e calcolare le percentuali cumulate riga per riga: è l'ordinamento che rende il diagramma leggibile, ed è anche ciò che va maneggiato con prudenza <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</li>\n<li>Leggere dove la cumulata attraversa l'80%: le voci a sinistra di quel punto sono le candidate, quelle a destra restano registrate e non diventano il lavoro di questa settimana.</li>\n</ol>\n<p>La curva cumulata classifica le voci in tre fasce di rilevanza — nei testi italiani di controllo qualità è la curva ABC — e la fascia A è il punto di partenza <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-5\">[5]</a>.</p>\n<p>Il disegno si fa con un foglio di calcolo in dieci minuti, oppure a mano su carta quadrettata: il valore non sta nel grafico ma nelle due colonne che lo precedono, categoria e peso.</p>\n<p>Il foglio minimo è quello che in questa collana si chiama Foglio di conteggio per il diagramma di Pareto: categoria, conteggio, peso, percentuale sul totale, percentuale cumulata, periodo.</p>\n<p><picture><source type=\"image/avif\" srcset=\"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-cinque-passi-480w.avif 480w, /article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-cinque-passi-960w.avif 960w, /article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-cinque-passi-1600w.avif 1600w\" sizes=\"(min-width: 1024px) 860px, 100vw\"><source type=\"image/webp\" srcset=\"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-cinque-passi-480w.webp 480w, /article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-cinque-passi-960w.webp 960w, /article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-cinque-passi-1600w.webp 1600w\" sizes=\"(min-width: 1024px) 860px, 100vw\"><img src=\"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-cinque-passi.jpg\" alt=\"Schema dei cinque passi per costruire un diagramma di Pareto: periodo, categorie, conteggio e peso, ordinamento con percentuali cumulate, lettura della soglia\" width=\"1600\" height=\"893\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"article-inline-image\"></picture></p>\n<h2 id=\"un-esempio-compilato-di-diagramma-di-pareto-contare-gli-eventi-o-pesarli\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Un esempio compilato di diagramma di Pareto: contare gli eventi o pesarli</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"un-esempio-compilato-di-diagramma-di-pareto-contare-gli-eventi-o-pesarli\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>La causa che si presenta più spesso e la causa che costa di più sono la stessa?</p>\n<p>Raramente, e il diagramma che ordina soltanto i conteggi manda la squadra sul problema sbagliato con la coscienza a posto.</p>\n<p>Il caso è ipotetico e costruito per l'articolo: un'officina familiare da venti addetti che lavora su commessa per altri costruttori, un trimestre di registro dei fermi, 96 eventi e 214 ore non produttive.</p>\n<p>La tabella riporta le stesse sei categorie contate due volte, per numero di eventi e per ore perse.</p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<div class=\"article-table-scroll is-sticky-col\" style=\"--table-min:443px\" tabIndex=\"0\" role=\"region\" aria-label=\"Tabella scorrevole orizzontalmente\"><table><colgroup><col style=\"width:32.280%\"><col style=\"width:16.930%\"><col style=\"width:16.930%\"><col style=\"width:16.930%\"><col style=\"width:16.930%\"></colgroup><thead><tr><th>Causa del fermo</th><th>Eventi</th><th>Ore perse</th><th>% sulle ore</th><th>% cumulata ore</th></tr></thead><tbody><tr><td>Attesa di materiale dal fornitore</td><td>28</td><td>63</td><td>29,4%</td><td>29,4%</td></tr><tr><td>Disegno o commessa incompleti</td><td>15</td><td>52</td><td>24,3%</td><td>53,7%</td></tr><tr><td>Guasto di una macchina</td><td>8</td><td>44</td><td>20,6%</td><td>74,3%</td></tr><tr><td>Modifica richiesta dal cliente a lavorazione avviata</td><td>12</td><td>21</td><td>9,8%</td><td>84,1%</td></tr><tr><td>Attrezzaggio più lungo del previsto</td><td>24</td><td>18</td><td>8,4%</td><td>92,5%</td></tr><tr><td>Assenza non programmata</td><td>9</td><td>16</td><td>7,5%</td><td>100%</td></tr></tbody></table></div><p class=\"article-table-hint\" aria-hidden=\"true\">scorri la tabella →</p>\n<p>Ordinando per numero di eventi, l'attrezzaggio è la seconda voce e il guasto è l'ultima.</p>\n<p>Ordinando per ore perse, l'attrezzaggio scende al quinto posto e il guasto sale al terzo: ventiquattro fermi brevi pesano meno di otto fermi lunghi.</p>\n<p>Le prime tre voci per ore coprono il 74,3% del totale, le prime quattro l'84,1%: la soglia dell'80% cade dentro la quarta colonna, e il grafico non decide al posto di chi legge dove tagliare.</p>\n<p>Le due letture non si contraddicono, rispondono a domande diverse: la prima dice che cosa accade più spesso, la seconda che cosa costa di più.</p>\n<p>Per decidere su che cosa lavorare questa settimana vale la seconda, a meno che la frequenza non abbia un costo nascosto che il registro non rileva, come il tempo speso a riprogrammare la produzione.</p>\n<p>In uno studio professionale la stessa tabella conta pratiche rifatte e ore rilavorate, con le stesse due graduatorie e lo stesso scarto.</p>\n<p><picture><source type=\"image/avif\" srcset=\"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-due-graduatorie-480w.avif 480w, /article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-due-graduatorie-960w.avif 960w, /article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-due-graduatorie-1600w.avif 1600w\" sizes=\"(min-width: 1024px) 860px, 100vw\"><source type=\"image/webp\" srcset=\"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-due-graduatorie-480w.webp 480w, /article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-due-graduatorie-960w.webp 960w, /article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-due-graduatorie-1600w.webp 1600w\" sizes=\"(min-width: 1024px) 860px, 100vw\"><img src=\"/article-assets/diagramma-di-pareto/diagramma-di-pareto-due-graduatorie.jpg\" alt=\"Confronto fra l'ordinamento per numero di eventi e l'ordinamento per ore perse delle sei cause di fermo dell'esempio\" width=\"1600\" height=\"893\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"article-inline-image\"></picture></p>\n<h2 id=\"trovata-la-prima-colonna-dal-diagramma-di-pareto-allanalisi-delle-cause\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Trovata la prima colonna: dal diagramma di Pareto all'analisi delle cause</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"trovata-la-prima-colonna-dal-diagramma-di-pareto-allanalisi-delle-cause\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Una riunione che finisce con «partiamo dalle attese di materiale» e una che finisce con una scheda di analisi aperta su quelle attese hanno prodotto lo stesso risultato?</p>\n<p>La prima ha scelto un bersaglio, la seconda ha cominciato a lavorarci: il diagramma chiude la fase del trovare e non apre da solo quella del capire.</p>\n<p>La colonna più alta è un effetto misurato, non una causa: «attesa di materiale» è la descrizione di ciò che accade, e le ragioni per cui accade sono da cercare.</p>\n<p>Il passaggio ha tre requisiti minimi.</p>\n<ul class=\"article-check-list\">\n<li>la voce scelta è enunciata come problema con un numero e un periodo, non come categoria generica: sessantatré ore perse in un trimestre su attese di materiale;</li>\n<li>la tecnica di analisi è dichiarata prima di convocare chiunque, e dipende da quante risposte plausibili esistono al primo perché;</li>\n<li>la data di ri-conteggio è fissata insieme all'intervento, con le stesse categorie e un periodo di uguale durata.</li>\n</ul>\n<p>Il primo requisito ha una forma propria, ed è quella descritta in <a href=\"https://blog.prodability.com/problem-statement/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">come scrivere un problem statement</a>: la colonna diventa una riga che dice che cosa accade, dove, da quando e quanto costa.</p>\n<p>Quando le risposte plausibili sono molte e arrivano da reparti diversi, l'ipotesi si apre in larghezza con il <a href=\"https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">diagramma di Ishikawa</a>.</p>\n<p>Quando la catena è plausibilmente lineare, si scava in profondità con la <a href=\"https://blog.prodability.com/tecnica-5-perche/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">tecnica dei 5 perché</a>.</p>\n<p>Quando il problema è grave o attraversa più funzioni, la cornice completa è l'<a href=\"https://blog.prodability.com/analisi-cause-radice/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">analisi delle cause radice</a>, e il processo entro cui tutto questo sta è descritto nella <a href=\"https://blog.prodability.com/problem-solving-aziendale/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">guida al problem solving aziendale</a>.</p>\n<p>Se la voce scelta riguarda prodotti o servizi che non rispettano i requisiti, il registro da cui partire e le azioni da tracciare sono quelli della <a href=\"https://blog.prodability.com/gestione-non-conformita/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">gestione delle non conformità</a>.</p>\n<p>Il secondo diagramma, costruito dopo l'intervento sulle stesse categorie, è la verifica: se la colonna si abbassa e le altre restano ferme, l'intervento ha agito dove doveva.</p>\n<p>Se si abbassa e le altre salgono tutte insieme, è cambiato il modo di registrare, non il lavoro.</p>\n<h2 id=\"gli-errori-che-rendono-un-diagramma-di-pareto-una-figura-che-non-fa-decidere\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Gli errori che rendono un diagramma di Pareto una figura che non fa decidere</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"gli-errori-che-rendono-un-diagramma-di-pareto-una-figura-che-non-fa-decidere\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Un diagramma appeso in bacheca da sei mesi e uno rifatto ogni trimestre con le stesse categorie: quale dei due ha cambiato qualcosa in reparto?</p>\n<p>I quattro errori qui sotto non riguardano il disegno, riguardano le due colonne che lo precedono, ed è per questo che si riconoscono guardando il registro e non il grafico.</p>\n<p><strong>Contare ciò che è già scritto e fermarsi lì.</strong> Il diagramma rappresenta gli eventi che qualcuno ha annotato, e i problemi che restano fuori dal registro compaiono nella figura con un'altezza pari a zero.</p>\n<p>Il gesto di correzione è chiedere a chi vede passare il lavoro che cosa succede e non finisce sul registro — il metodo per cercare i problemi prima che si contino da soli è il <a href=\"https://blog.prodability.com/problem-finding-aziendale/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">problem finding</a>, e il posto dove le segnalazioni si depositano in forma contabile è il <a href=\"https://blog.prodability.com/registro-dei-problemi/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">registro dei problemi</a>.</p>\n<p><strong>Categorie che si sovrappongono.</strong> Se «ritardo del fornitore» e «attesa di materiale» convivono nello stesso elenco, i conteggi si dividono fra due colonne e nessuna delle due arriva in testa.</p>\n<p>Il gesto è riscrivere l'elenco con le persone che compilano il registro, verificando che ogni evento possa entrare in una sola voce e che «altro» resti sotto il dieci per cento del totale.</p>\n<p><strong>Ordinare per frequenza quando le voci non costano uguale.</strong> È lo scarto già visto nella tabella: pesare le colonne con ore, pezzi o euro cambia la graduatoria e quindi la decisione.</p>\n<p><strong>Leggere la discesa come una prova.</strong> È il punto già visto: la curva cala anche quando i dati sono casuali, perché è stata ordinata.</p>\n<p>Il gesto è guardare il numero di osservazioni prima della pendenza, e su pochi eventi rimandare la decisione di una rilevazione anziché ricavarla da una figura ripida <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Il controllo finale è di lettura: se la prima colonna resta la stessa cambiando il criterio di conteggio e il periodo, è un bersaglio; se cambia a ogni passaggio, è rumore ordinato bene.</p>\n<h2 id=\"limiti-e-condizioni-di-applicabilità\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Limiti e condizioni di applicabilità</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"limiti-e-condizioni-di-applicabilità\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Il diagramma rappresenta gli eventi che qualcuno ha registrato: ciò che non entra nel registro non compare nella figura e non pesa nulla.</p>\n<p>I dati ISTAT e ISTAT-ICE citati descrivono la distribuzione di un'economia <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-3\">[3]</a> <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-4\">[4]</a>: mostrano quanto sia comune l'asimmetria, non dimostrano nessi causali né la distribuzione interna a una singola impresa.</p>\n<p>L'ordinamento per frequenza decrescente produce una discesa anche su dati casuali, quindi la pendenza della curva non è di per sé una prova di concentrazione <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Il caso dell'officina è ipotetico e costruito per l'articolo: le cifre servono a far vedere il procedimento, non a stimare un risultato.</p>\n<p>Quando un evento è raro ma ha conseguenze gravi — sicurezza sul lavoro, obblighi contrattuali o normativi — la graduatoria per frequenza o per costo non è il criterio di scelta e l'intervento non attende la prossima rilevazione.</p>\n<h2 id=\"faq\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>FAQ</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"faq\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<h3 id=\"che-cosè-la-regola-8020-e-vale-in-ogni-azienda\">Che cos'è la regola 80/20 e vale in ogni azienda?</h3>\n<p>È la forma sintetica del principio di Pareto: una quota ristretta di cause produce la maggior parte degli effetti.</p>\n<p>Le due frazioni sono arbitrarie e altri valori descriverebbero la stessa asimmetria con la stessa accuratezza <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>: nei dati di una singola impresa il rapporto può risultare 70/30 o 90/10, e va misurato prima di essere usato.</p>\n<h3 id=\"che-differenza-cè-tra-principio-di-pareto-analisi-di-pareto-e-diagramma-di-pareto\">Che differenza c'è tra principio di Pareto, analisi di Pareto e diagramma di Pareto?</h3>\n<p>Il principio è l'osservazione generale sulla distribuzione non uniforme degli effetti <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>L'analisi è il procedimento che conta gli eventi e li ordina per importanza decrescente; il diagramma è la figura che ne esce, con le barre ordinate e la linea delle percentuali cumulate.</p>\n<h3 id=\"quanti-dati-servono-perché-un-diagramma-di-pareto-sia-attendibile\">Quanti dati servono perché un diagramma di Pareto sia attendibile?</h3>\n<p>Non esiste una soglia universale, e il criterio pratico è la stabilità: se le prime voci restano le stesse in due periodi consecutivi, l'ordine è informativo.</p>\n<p>Su poche osservazioni conviene rimandare la decisione a una rilevazione successiva, perché la discesa della curva può essere un effetto dell'ordinamento <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<h3 id=\"serve-un-software-per-costruirlo\">Serve un software per costruirlo?</h3>\n<p>No: bastano un foglio di calcolo e due colonne, categoria e peso, più la percentuale cumulata calcolata riga per riga.</p>\n<p>Il tempo va speso nella definizione delle categorie e nella scelta dell'unità di misura, non nel grafico.</p>\n<h2 id=\"sintesi-operativa\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Sintesi operativa</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"sintesi-operativa\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Il punto di partenza è un registro che esiste già: rapportini, note di consegna, richieste di assistenza, verbali di collaudo.</p>\n<p>Si dichiara il periodo, si scelgono da cinque a dieci categorie esclusive scritte con le parole di chi compila il registro, e si tiene «altro» sotto il dieci per cento.</p>\n<p>Accanto al conteggio degli eventi si annota il peso — ore, pezzi, euro — perché la voce più frequente e quella più costosa raramente coincidono.</p>\n<p>Le colonne si ordinano per valore decrescente e si calcolano le percentuali cumulate, che indicano quante voci servono per arrivare all'80% del totale.</p>\n<p>Prima di decidere si controlla la stabilità dell'ordine fra due periodi: un ordine che cambia a ogni rilevazione misura rumore.</p>\n<p>La voce scelta si enuncia come problema con numero e periodo, e da lì comincia il lavoro sulle cause con la tecnica adatta al numero di ipotesi in campo.</p>\n<p>L'ultima riga dell'agenda è la data del secondo conteggio, sulle stesse categorie e con un periodo di uguale durata.</p>\n<h2 id=\"conclusione\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Conclusione</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"conclusione\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Il diagramma di Pareto non è un grafico che spiega un problema: è il conteggio che dice da quale problema conviene partire, e vale quanto il criterio con cui le colonne sono state contate e pesate.</p>\n<p>Le cinque dizioni che portano qui — principio, legge, regola 80/20, analisi, diagramma — indicano un'unica idea e un solo oggetto disegnabile, che lavora su eventi già accaduti e registrati.</p>\n<p>La colonna più alta resta un effetto: da lì comincia il lavoro sulle cause, con il <a href=\"https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">diagramma di Ishikawa</a> quando le ipotesi sono molte e con la <a href=\"https://blog.prodability.com/tecnica-5-perche/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">tecnica dei 5 perché</a> quando la catena è lineare.</p>\n<p>Chi vuole prima la mappa del processo entro cui tutto questo sta la trova nella <a href=\"https://blog.prodability.com/problem-solving-aziendale/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">guida al problem solving aziendale</a>.</p>\n<p>Dopo qualche trimestre di conteggi ripetuti sulle stesse categorie, la riunione del lunedì cambia oggetto.</p>\n<p>Non più l'elenco di ciò che è andato storto, ma una tabella corta con due colonne e una decisione: questa settimana si lavora su questa voce, e fra tre mesi si guarda se è scesa.</p>\n<p>È il passaggio da un'azienda che reagisce a dieci problemi insieme a una che ne affronta uno alla volta con il conteggio in mano, e le ore che non si perdono più tornano disponibili per il lavoro che le persone hanno scelto di fare.</p>\n<!-- frasi-memorabili\n1. Il diagramma di Pareto non dice qual è la causa: dice da quale problema conviene partire, e vale quanto il conteggio che lo precede.\n2. Una curva che scende non è una prova: l'ordinamento fa scendere anche i dati casuali, la concentrazione si verifica contando due periodi.\n-->\n<details class=\"article-fonti\" id=\"fonti\"><summary class=\"article-fonti__summary\">Fonti e Riferimenti</summary>\n<p id=\"rif-1\" class=\"article-reference\">[1] Wilkinson, L., \"Revising the Pareto Chart\", The American Statistician, vol. 60, n. 4, novembre 2006, pp. 332-334, DOI 10.1198/000313006X152243. Copia d'autore disponibile su: <a href=\"https://www.cs.uic.edu/~wilkinson/Publications/pareto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://www.cs.uic.edu/~wilkinson/Publications/pareto.pdf</a> (consultata nella copia archiviata: <a href=\"https://web.archive.org/web/20231222193314/https://www.cs.uic.edu/~wilkinson/Publications/pareto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://web.archive.org/web/20231222193314/https://www.cs.uic.edu/~wilkinson/Publications/pareto.pdf</a>)</p>\n<p id=\"rif-2\" class=\"article-reference\">[2] Treccani, \"Paréto, Vilfredo, marchese\", Enciclopedia on line, Istituto della Enciclopedia Italiana. Disponibile su: <a href=\"https://www.treccani.it/enciclopedia/pareto-vilfredo-marchese/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://www.treccani.it/enciclopedia/pareto-vilfredo-marchese/</a></p>\n<p id=\"rif-3\" class=\"article-reference\">[3] ISTAT, \"Censimento permanente delle imprese 2023: primi risultati\", comunicato stampa, 14 novembre 2023 (anno di riferimento 2022; circa 280mila imprese rispondenti, rappresentative di 1.021.618 imprese con almeno 3 addetti). Disponibile su: <a href=\"https://www.istat.it/comunicato-stampa/censimento-permanente-delle-imprese-2023-primi-risultati/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://www.istat.it/comunicato-stampa/censimento-permanente-delle-imprese-2023-primi-risultati/</a> — PDF: <a href=\"https://www.istat.it/it/files/2023/11/REPORTCensimprese.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://www.istat.it/it/files/2023/11/REPORTCensimprese.pdf</a></p>\n<p id=\"rif-4\" class=\"article-reference\">[4] ISTAT – ICE Agenzia, \"Commercio estero e attività internazionali delle imprese — Annuario 2026\", nota per la stampa, 16 luglio 2026 (dati 2025). Disponibile su: <a href=\"https://www.istat.it/comunicato-stampa/comunicato-stampa-annuario-statistico-istat-ice-2026/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://www.istat.it/comunicato-stampa/comunicato-stampa-annuario-statistico-istat-ice-2026/</a> — PDF: <a href=\"https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/07/NOTA-STAMPA_ISTAT-ICE_2026.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/07/NOTA-STAMPA_ISTAT-ICE_2026.pdf</a></p>\n<p id=\"rif-5\" class=\"article-reference\">[5] Università Carlo Cattaneo – LIUC, \"Controllo di qualità — Strumenti per il controllo della qualità e la sua gestione\", capitolo 10 del materiale didattico del corso Y71006, 2006. Disponibile su: <a href=\"https://my.liuc.it/MatSup/2006/Y71006/CAPITOLO%2010.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://my.liuc.it/MatSup/2006/Y71006/CAPITOLO%2010.pdf</a></p></details>","headings":[{"level":2,"text":"Cinque nomi per una cosa sola: che cosa fa davvero il diagramma di Pareto","id":"cinque-nomi-per-una-cosa-sola-che-cosa-fa-davvero-il-diagramma-di-pareto"},{"level":2,"text":"Quanto vale davvero l'80/20: verificare il principio di Pareto sui propri numeri","id":"quanto-vale-davvero-l8020-verificare-il-principio-di-pareto-sui-propri-numeri"},{"level":2,"text":"Dal registro al grafico: i cinque passi dell'analisi di Pareto","id":"dal-registro-al-grafico-i-cinque-passi-dellanalisi-di-pareto"},{"level":2,"text":"Un esempio compilato di diagramma di Pareto: contare gli eventi o pesarli","id":"un-esempio-compilato-di-diagramma-di-pareto-contare-gli-eventi-o-pesarli"},{"level":2,"text":"Trovata la prima colonna: dal diagramma di Pareto all'analisi delle cause","id":"trovata-la-prima-colonna-dal-diagramma-di-pareto-allanalisi-delle-cause"},{"level":2,"text":"Gli errori che rendono un diagramma di Pareto una figura che non fa decidere","id":"gli-errori-che-rendono-un-diagramma-di-pareto-una-figura-che-non-fa-decidere"},{"level":2,"text":"Limiti e condizioni di applicabilità","id":"limiti-e-condizioni-di-applicabilità"},{"level":2,"text":"FAQ","id":"faq"},{"level":3,"text":"Che cos'è la regola 80/20 e vale in ogni azienda?","id":"che-cosè-la-regola-8020-e-vale-in-ogni-azienda"},{"level":3,"text":"Che differenza c'è tra principio di Pareto, analisi di Pareto e diagramma di Pareto?","id":"che-differenza-cè-tra-principio-di-pareto-analisi-di-pareto-e-diagramma-di-pareto"},{"level":3,"text":"Quanti dati servono perché un diagramma di Pareto sia attendibile?","id":"quanti-dati-servono-perché-un-diagramma-di-pareto-sia-attendibile"},{"level":3,"text":"Serve un software per costruirlo?","id":"serve-un-software-per-costruirlo"},{"level":2,"text":"Sintesi operativa","id":"sintesi-operativa"},{"level":2,"text":"Conclusione","id":"conclusione"}],"tldr":"Dieci problemi aperti sul tavolo e una settimana per lavorarne uno: si sceglie quello che fa più rumore o quello che pesa di più?","tldrItems":null}