{"meta":{"meta_title":"Albero dei problemi: come si costruisce e si legge","meta_description":"Che cos'è l'albero dei problemi e come si costruisce in riunione: cause, effetti, un esempio compilato su consegne in ritardo e gli errori tipici.","slug":"albero-dei-problemi","area":"organizzazione","data":"2026-09-22","autore":"Redazione Prodability","keyword_principale":"albero dei problemi","keywords_secondarie":"problem tree, albero dei problemi esempio, analisi del problema","tags":["Problem solving","Processi aziendali","Riunioni","Decisioni"],"title":"Albero dei problemi: cause, effetti e dove intervenire","lunghezza":"16 min di lettura","featuredVisual":{"kind":"image","src":"/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi.jpg","alt":"Albero dei problemi: cause, effetti e dove intervenire"}},"content":"# Albero dei problemi: cause, effetti e dove intervenire\n\nUn problema grosso e informe sul tavolo — «i clienti si lamentano», «non rispettiamo le consegne» — e una settimana per farci qualcosa: si parte dalla prima risposta o si smonta la frase?\n\nL'albero dei problemi serve a smontarla.\n\nÈ la rappresentazione grafica di una situazione negativa che dispone su tre piani gli effetti in alto, il problema centrale al centro e le cause con le loro sotto-cause sotto [1].\n\nVale per un professionista con due collaboratori, per un'azienda familiare da quindici addetti e per una struttura da cento: cambia la dimensione del disegno, non la lettura.\n\nChe la scomposizione non sia un riflesso automatico lo mostra un dato: il 35,1% delle imprese italiane con almeno dieci addetti ha subito interruzioni di fornitura nel 2021-2022, e il 48,0% di queste le ha considerate temporanee senza adottare alcuna strategia [3].\n\n> **L'albero dei problemi non serve a trovare la soluzione: serve a tenerla fuori finché il problema non è scomposto. Vale quanto le frasi scritte sui cartellini, e «mancanza di X» non è una causa, è una soluzione girata al contrario.**\n\nQui di seguito: che cosa tiene insieme il disegno, come si scrivono i cartellini, i sei passi per costruirlo, un esempio compilato, il criterio per scegliere il ramo e gli errori tipici.\n\n## Che cosa tiene insieme l'albero dei problemi: effetti, problema, cause\n\n«I clienti si lamentano» è un problema, oppure è l'etichetta di una cartella dentro cui stanno dieci problemi diversi?\n\nDi norma la seconda, ed è la ragione per cui esiste uno strumento che smonta la frase.\n\nL'albero dei problemi è la rappresentazione grafica di una situazione negativa, costruita per mostrare i rapporti di causa ed effetto fra i problemi individuati [1].\n\nIl disegno ha tre piani, e il nome dello strumento dice come sono disposti.\n\nAl centro sta il tronco: il problema centrale, scritto in una frase sola.\n\nSotto, verso le radici, stanno le cause e le loro sotto-cause, generate da una domanda che si ripete — «e questo da che cosa è causato?».\n\nSopra, verso i rami, stanno gli effetti: ciò che il problema produce, ed è di solito la parte che fa rumore.\n\nLa regola di collocazione è meccanica: i problemi che causano direttamente il problema di partenza vanno sotto, quelli che ne sono effetti diretti vanno sopra, e due cause che concorrono allo stesso effetto si affiancano sullo stesso livello [1].\n\nQuattro espressioni vicine vanno separate subito.\n\nL'*analisi del problema* è la fase di lavoro e l'albero è lo strumento con cui si svolge; *problem tree* è lo stesso oggetto in inglese, non un metodo parallelo.\n\nL'*albero degli obiettivi* è questo stesso disegno riscritto in positivo: le situazioni negative diventano risultati desiderabili e i legami causa-effetto diventano legami mezzi-fini [1].\n\nIl *diagramma di Ishikawa* ordina invece le cause per categorie — persone, metodi, materiali, macchine — e non rappresenta gli effetti: chi ha bisogno di quell'ordine lo trova nel [diagramma di Ishikawa](https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/).\n\nL'albero fa una cosa sola: tiene insieme effetti, problema e cause in un solo disegno, così che si veda a quale altezza si sta parlando.\n\nNon misura le cause, non le ordina per peso e non indica da solo dove intervenire.\n\n## «Mancanza di X» non è una causa: come si scrivono i cartellini\n\n> L'albero vale quanto le frasi scritte sui cartellini: una causa che nomina ciò che manca ha già scelto la soluzione e ha chiuso il ramo prima di scavarlo.\n\nDue riunioni sullo stesso ritardo: nella prima la causa scritta è «mancanza di un gestionale di produzione», nella seconda «le date promesse non sono verificabili da chi produce prima della conferma d'ordine».\n\nHanno prodotto lo stesso albero?\n\nNo: la prima ha un ramo che finisce subito, perché sotto una soluzione mancante non c'è niente da cercare.\n\nIl Vocabolario Treccani definisce *problema* come una situazione o un fatto che presenta difficoltà, ostacoli o inconvenienti da affrontare e risolvere [5].\n\nLa definizione contiene già il criterio: un problema è qualcosa che accade adesso, non l'assenza dello strumento che servirebbe.\n\nIl materiale didattico universitario sul ciclo di progetto chiama «soluzioni mascherate» le formulazioni che nascondono la risposta, ed elenca le parole-spia: *pochi*, *mancanza*, *assenza*, *carenza* [2].\n\nLa regola è facile da applicare perché è lessicale: se il cartellino comincia con una di quelle parole, ciò che segue è la soluzione a cui qualcuno sta già pensando, e il problema vero è rimasto fuori dalla stanza.\n\nLa riformulazione consiste nel dire che cosa accade, o che cosa le persone non riescono a fare, invece di dire che cosa servirebbe [2].\n\n«Carenza di personale in montaggio» diventa «il montaggio di una commessa su tre comincia dopo la data prevista dal programma».\n\nSotto la seconda frase si può scavare: tempi standard nel programma, personale spostato su altre urgenze, materiali non pronti.\n\nLa stessa fonte segnala altre due formulazioni che bloccano l'analisi: i problemi scritti in forma generica o astratta e quelli scritti come giudizi o opinioni [2].\n\n«Poca organizzazione» appartiene alla prima categoria, «il reparto non collabora» alla seconda.\n\nNessuna delle due si verifica su un documento, e ciò che non è verificabile non regge i rami che gli vengono appesi sopra.\n\n![Le parole-spia che segnalano una soluzione travestita da causa e due esempi di cartellino riscritto come situazione osservabile](/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-parole-spia.jpg)\n\n## I sei passi per costruire un albero dei problemi in una riunione\n\nUna riunione in cui il titolare espone il problema e gli altri annuiscono, e una in cui sei persone scrivono su cartellini e li spostano sulla parete: stesso albero?\n\nLa differenza non è di stile, è di materiale disponibile, perché ciò che non viene scritto non entra nel disegno.\n\nLa manualistica europea sul ciclo di progetto colloca la costruzione dell'albero in un contesto di gruppo guidato da un facilitatore, e avverte che la qualità del risultato dipende da chi partecipa [1].\n\nIl materiale didattico italiano indica gruppi di dieci-quindici persone e suggerisce di costruire più alberi con partecipanti diversi [2].\n\nIn Italia la raccomandazione va letta su una struttura proprietaria precisa: nel 2022 l'80,9% delle imprese con almeno tre addetti era controllato da una persona fisica o da una famiglia, e la gestione era affidata nella maggior parte dei casi all'imprenditore stesso o a un familiare [3].\n\nLa stanza tende ad avere una testa sola: convocare chi vede passare il lavoro — chi programma, chi monta, chi risponde al cliente — procura le prospettive che mancano.\n\nServono cartellini, una parete libera e una regola: una frase per cartellino.\n\n1. Scrivere il problema centrale in una frase sola, con un numero e un periodo: formularlo bene è un lavoro a sé, da fare prima di convocare chiunque.\n2. Raccogliere per iscritto i problemi considerati prioritari, senza discuterli mentre si raccolgono [1].\n3. Scegliere fra questi il problema di partenza e attaccarlo al centro della parete [1].\n4. Per ogni altro cartellino decidere una cosa sola: se è causa del problema di partenza va sotto, se ne è effetto va sopra, se non è né l'una né l'altro va accanto, allo stesso livello [1] [2].\n5. Tracciare le frecce e rileggere il disegno dall'alto e dal basso, chiedendo al gruppo se manca qualcosa [1].\n6. Fermarsi prima che diventi illeggibile: l'albero deve restare una versione semplificata della realtà [1].\n\nQuello che resta sulla parete a fine seduta è un disegno, non ancora una decisione.\n\n## Un esempio di albero dei problemi su consegne che escono in ritardo\n\n«Non rispettiamo le consegne» sulla lavagna, e lo stesso problema scomposto su una parete di cartellini: da quale dei due esce una decisione?\n\nIl caso è ipotetico e costruito per l'articolo: un'azienda familiare di trentacinque addetti che produce arredi su misura su commessa.\n\n**Il tronco.** Il problema centrale è stato scritto così: «Nel primo semestre un ordine su quattro è uscito dallo stabilimento dopo la data confermata al cliente».\n\nUna frase, un dato, un periodo: il resto è o causa o effetto.\n\n**I rami, sopra.** Gli effetti raccolti sono tre: il commerciale rinegozia le date con il cliente a lavorazione avviata, il montaggio lavora in straordinario nelle ultime settimane del mese, alcuni clienti storici hanno smesso di chiedere preventivi per le commesse urgenti.\n\nSono la parte visibile, e in riunione arrivano per primi.\n\n**Le radici, sotto.** Al primo livello sono emerse tre cause, affiancate perché concorrono allo stesso effetto.\n\n- La data di consegna viene confermata prima che la commessa sia definita tecnicamente.\n- I materiali dei fornitori arrivano dopo l'inizio previsto della lavorazione.\n- Alcune lavorazioni vengono rifatte perché l'errore si scopre in montaggio.\n\nSotto ciascuna, la stessa domanda ha aperto un secondo livello.\n\n- Il preventivo riporta un termine standard di sei settimane a prescindere dal contenuto della commessa; le varianti chieste dal cliente dopo la conferma non spostano la data.\n- L'ordine al fornitore parte alla chiusura del disegno esecutivo e non alla conferma dell'ordine; su un fornitore i ritardi sono già stati registrati come ricorrenti.\n- Le quote del disegno non vengono verificate con chi monta; il controllo avviene a fine lavorazione e non sul primo pezzo.\n\nDurante la riunione un cartellino diceva «mancanza di un gestionale di produzione».\n\nÈ stato tolto dalle cause e riscritto come «le date promesse non sono verificabili da chi produce prima della conferma d'ordine».\n\nIl gestionale resta in gioco come possibile intervento, ma fra le risposte, non fra le radici.\n\nLetto per intero, il disegno dice ciò che la frase sulla lavagna non diceva: il ritardo nasce a monte della produzione, nel modo in cui la data viene promessa.\n\n![Albero dei problemi di un caso di consegne in ritardo: effetti in alto, problema centrale al centro, tre cause e sei sotto-cause in basso](/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-albero-completo.jpg)\n\n## Dal disegno alla decisione: quale ramo conviene lavorare\n\nUna parete piena di cartellini e un'agenda ancora vuota: l'albero ha fatto il suo lavoro o si è fermato a metà?\n\nSi è fermato a metà, perché il disegno mostra come stanno insieme le cose e non dice da dove si comincia.\n\nTre criteri restringono la scelta, in quest'ordine.\n\n- **Controllo.** Si tengono in gioco le sotto-cause su cui l'azienda ha potere di intervento; quelle che dipendono da condizioni esterne restano scritte come vincoli da sorvegliare.\n- **Profondità.** Si scende finché la sotto-causa smette di essere una spiegazione e diventa un fatto verificabile su un documento o una procedura.\n- **Concorso.** Una sotto-causa che compare sotto più rami vale più di una che ne alimenta uno solo: un intervento produce effetti in due punti del disegno.\n\nIl ramo scelto non è il più lungo e non è quello che in riunione ha fatto più rumore.\n\nFissato il punto, il disegno si ribalta: le situazioni negative diventano risultati desiderabili e i legami causa-effetto diventano legami mezzi-fini [1].\n\nÈ il passaggio che trasforma l'albero dei problemi in albero degli obiettivi.\n\nDa qui comincia un lavoro diverso, e lo strumento cambia secondo la forma delle ipotesi.\n\nQuando le ipotesi sono molte e arrivano da funzioni diverse, si aprono in larghezza per categorie con il [diagramma di Ishikawa](https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/).\n\nQuando la catena appare lineare, si scava in profondità con la [tecnica dei 5 perché](https://blog.prodability.com/tecnica-5-perche/).\n\nQuando il problema è grave o attraversa più reparti, la cornice completa è l'[analisi delle cause radice](https://blog.prodability.com/analisi-cause-radice/); il processo entro cui tutto questo sta è la [guida al problem solving aziendale](https://blog.prodability.com/problem-solving-aziendale/).\n\nL'ultima riga dell'agenda è la data in cui si riguarda il tronco: stessa misura, stesso periodo di durata.\n\nSe il numero scritto sul tronco non si è mosso, l'intervento ha agito su un ramo che non lo reggeva.\n\n## Gli errori che rendono un albero dei problemi un disegno appeso al muro\n\nUn albero fotografato a fine riunione e poi dimenticato, e uno riguardato dopo tre mesi con lo stesso tronco: quale dei due ha cambiato qualcosa in reparto?\n\nI quattro errori qui sotto non riguardano il disegno ma le frasi e le persone che lo hanno prodotto: si riconoscono rileggendo i cartellini, non guardando la forma.\n\n**Scambiare un effetto per una causa.** È l'errore più silenzioso, perché il disegno resta ordinato anche quando un piano è sbagliato.\n\nIl gesto di correzione è leggere il ramo dal basso verso l'alto inserendo un «quindi» fra un cartellino e quello sopra: se la frase non regge, il cartellino sta nel piano sbagliato.\n\n**Fermarsi al primo livello.** Una causa scritta una volta e non interrogata resta una categoria, e una categoria non si può lavorare.\n\nÈ la reazione richiamata in apertura: il problema viene registrato e trattato come un inconveniente che passerà da sé, quindi non viene scomposto.\n\nIl gesto di correzione è ripetere la domanda «e questo da che cosa è causato?» finché la risposta smette di essere una spiegazione e diventa un fatto verificabile su un documento o un registro.\n\n**Costruirlo da soli.** Un albero disegnato da una testa sola contiene i problemi che quella testa incontra; gli altri restano fuori dal disegno.\n\nIl gesto è costruire più alberi con gruppi diversi e confrontare i disegni [2]; per i problemi che non arrivano ancora al tavolo, il metodo di ricerca è il [problem finding](https://blog.prodability.com/problem-finding-aziendale/).\n\n**Chiudere la riunione senza una data.** Il disegno non è il risultato: il risultato è un ramo scelto, un intervento con un responsabile e la data in cui si riguarda il numero sul tronco.\n\nSenza quella data l'albero diventa un poster, e i [problemi organizzativi](https://blog.prodability.com/problemi-organizzativi-aziendali/) che descriveva tornano al punto di partenza.\n\n## Limiti e condizioni di applicabilità\n\nL'albero è una semplificazione dichiarata: la manualistica che lo codifica chiede che resti una versione robusta ma semplificata della realtà, perché un disegno troppo fitto smette di orientare i passi successivi [1].\n\nLa letteratura critica sul quadro logico lo dice in modo più netto: nella pratica quasi ogni albero dei problemi è in realtà una rete, per via dei legami incrociati e delle retroazioni, e l'insistenza su un solo problema centrale serve a ottenere un intervento circoscritto, non a descrivere il mondo [4].\n\nIl metodo nasce nella progettazione di interventi di sviluppo e viene documentato in quel contesto [1]: trasferito in azienda conserva la logica di collocazione, non gli esempi né la scala.\n\nRichiede inoltre tempo, competenze di conduzione e impegno organizzativo, e questi requisiti sono parte del metodo [4].\n\nL'albero non pesa le cause: dice come stanno insieme, non quanto costa ciascuna, e la graduatoria per costo o per frequenza si costruisce con strumenti di conteggio separati.\n\nIl caso dell'azienda di arredi è ipotetico e costruito per l'articolo: le cifre servono a far vedere il procedimento, non a stimare un risultato.\n\nIl dato ISTAT citato descrive il comportamento di un insieme di imprese davanti a interruzioni di fornitura [3]: mostra quanto sia frequente trattare un problema come temporaneo, non dimostra nessi causali sul singolo caso.\n\nQuando un problema riguarda la sicurezza delle persone o un obbligo contrattuale o normativo in scadenza, l'intervento non attende la costruzione dell'albero.\n\n## FAQ\n\n### Albero dei problemi e problem tree sono la stessa cosa?\n\nSì: *problem tree* è la dizione inglese dello stesso strumento, e l'espressione italiana ne è la traduzione diretta.\n\nLa manualistica europea sul ciclo di progetto lo definisce come la rappresentazione grafica di una situazione negativa che mostra un rapporto di causa ed effetto [1].\n\n### Come si riconosce che un ramo è una soluzione e non una causa?\n\nDalle parole con cui è scritto: *mancanza*, *assenza*, *carenza*, *pochi* introducono di norma la soluzione a cui chi scrive sta già pensando, e il materiale didattico sul metodo le classifica come parole-spia di «soluzioni mascherate» [2].\n\nIl rimedio è riscrivere il cartellino dicendo che cosa accade o che cosa le persone non riescono a fare, e verificare che l'affermazione si possa controllare su un documento o un registro.\n\n### Quante persone servono per costruirlo e quanto dura?\n\nIl metodo è pensato per un gruppo guidato da un facilitatore, con indicazioni che si fermano intorno alle dieci-quindici persone [2]; la qualità del risultato dipende da chi partecipa più che dal numero [1].\n\nPer un problema di reparto due sedute da un'ora e mezza sono una durata realistica: la prima produce il disegno, la seconda lo corregge.\n\n### Che differenza c'è tra albero dei problemi, diagramma di Ishikawa e tecnica dei 5 perché?\n\nL'albero tiene insieme effetti, problema centrale e cause su più rami, e serve a scegliere su che cosa lavorare.\n\nIl [diagramma di Ishikawa](https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/) ordina le cause per categorie e non rappresenta gli effetti; la [tecnica dei 5 perché](https://blog.prodability.com/tecnica-5-perche/) scende in profondità lungo una sola catena.\n\nI due strumenti si usano dopo l'albero, sul ramo che è stato scelto.\n\n## Sintesi operativa\n\nIl punto di partenza è una frase sola, scritta sul tronco, con un numero e un periodo: fino a quando il problema resta un'etichetta generica, ciò che si appende sotto non ha un aggancio.\n\nGli effetti si scrivono sopra e le cause sotto, e la regola di collocazione è meccanica: causa diretta sotto, effetto diretto sopra, cause che concorrono allo stesso effetto affiancate.\n\nOgni cartellino va riletto prima di essere attaccato, perché le parole *mancanza*, *assenza*, *carenza* e *pochi* segnalano una soluzione travestita da causa.\n\nLa riformulazione dice che cosa accade o che cosa le persone non riescono a fare, e deve poter essere verificata su un documento o su un registro.\n\nLa stanza va popolata con chi vede passare il lavoro, e conviene costruire più alberi con gruppi diversi quando le prospettive in azienda sono poche.\n\nLa scelta del ramo segue tre criteri in ordine: controllo effettivo, profondità fino al fatto verificabile, presenza della stessa sotto-causa sotto più rami.\n\nIl disegno si ribalta in positivo per ricavare l'elenco delle cose da fare, e da lì il lavoro passa allo strumento adatto alla forma delle ipotesi.\n\nL'ultima riga dell'agenda è la data in cui si riguarda il numero sul tronco, con la stessa misura e un periodo di uguale durata.\n\n## Conclusione\n\nL'albero dei problemi non è un disegno che risolve: è il modo di tenere la soluzione fuori dalla stanza finché il problema non è stato scomposto in cause e sotto-cause.\n\nRegge quanto reggono le frasi scritte sui cartellini, e un cartellino che nomina ciò che manca ha già deciso la risposta prima di aver guardato il problema.\n\nIl resto è disciplina di collocazione: gli effetti sopra, il problema centrale al centro con un numero e un periodo, le cause sotto, e la domanda «e questo da che cosa è causato?» ripetuta finché la risposta diventa un fatto verificabile.\n\nIl ramo scelto è dove comincia un lavoro diverso: l'[analisi delle cause radice](https://blog.prodability.com/analisi-cause-radice/) quando il problema attraversa più reparti, e la mappa del processo entro cui tutto questo sta nella [guida al problem solving aziendale](https://blog.prodability.com/problem-solving-aziendale/).\n\nDopo qualche albero costruito sugli stessi problemi ricorrenti, la riunione del lunedì cambia forma.\n\nNon più un elenco di lamentele che si accavallano, ma un disegno corto con un tronco, tre radici e una decisione: si lavora su questa sotto-causa, e fra tre mesi si guarda se il numero sul tronco si è mosso.\n\nÈ il passaggio da un'azienda che affronta dieci problemi insieme a una che ne affronta uno alla volta sapendo a che cosa è attaccato.\n\n<!-- frasi-memorabili\n1. L'albero dei problemi non cerca la soluzione: la tiene fuori finché il problema non è scomposto in cause e sotto-cause.\n2. «Mancanza di X» non è una causa: è una soluzione girata al contrario, e chiude il ramo prima che qualcuno provi a scavarlo.\n-->\n\n## Fonti e Riferimenti\n\n[1] Commissione europea – EuropeAid Cooperation Office, \"Aid Delivery Methods — Volume 1: Project Cycle Management Guidelines\", marzo 2004, § 5.2.3 «Problem Analysis», pp. 67-68 e glossario. Disponibile su: https://international-partnerships.ec.europa.eu/document/download/f7ed20c4-5fc2-4ed7-b54c-0805e4ed952d_en?filename=methodology-aid-delivery-methods-project-cycle-management-200403_en.pdf\n\n[2] Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, \"Project management — Analisi dei problemi, albero dei problemi, albero degli obiettivi\", materiale didattico del corso, lezione del 15 marzo 2022. È materiale didattico universitario, non una pubblicazione scientifica: è citato per le regole di formulazione dei cartellini, che riprende dalla manualistica sul ciclo di progetto, e mai per dati. Allegato della piattaforma Moodle dell'ateneo, accessibile senza credenziali alla data di accesso (22 settembre 2026): https://moodle2.units.it/pluginfile.php/450256/mod_forum/attachment/41548/04_LEZIONE_15032022_def.pdf\n\n[3] ISTAT, \"Censimento permanente delle imprese 2023: primi risultati\", comunicato stampa, 14 novembre 2023 (anno di riferimento 2022; campione di circa 280mila imprese con almeno 3 addetti, rappresentative di 1.021.618 unità). Disponibile su: https://www.istat.it/comunicato-stampa/censimento-permanente-delle-imprese-2023-primi-risultati/ — PDF: https://www.istat.it/it/files/2023/11/REPORTCensimprese.pdf\n\n[4] Gasper, D., \"«Logical Frameworks»: Problems and Potentials\", Institute of Social Studies, L'Aia, 25 settembre 2000. Disponibile nel repository istituzionale RePub della Erasmus University Rotterdam: https://repub.eur.nl/pub/50949/Metis_165267.pdf\n\n[5] Treccani, \"problema\", Vocabolario on line, Istituto della Enciclopedia Italiana, accezione 3.a. Disponibile su: https://www.treccani.it/vocabolario/problema/","path":"content/articles/art-0162/it.md","routePath":"albero-dei-problemi","wordCount":3404,"imageMeta":{"/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi.jpg":{"w":1200,"h":825},"/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-albero-completo.jpg":{"w":1600,"h":873},"/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-parole-spia.jpg":{"w":1600,"h":893}},"html":"<p>L'albero dei problemi serve a smontarla.</p>\n<p>È la rappresentazione grafica di una situazione negativa che dispone su tre piani gli effetti in alto, il problema centrale al centro e le cause con le loro sotto-cause sotto <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Vale per un professionista con due collaboratori, per un'azienda familiare da quindici addetti e per una struttura da cento: cambia la dimensione del disegno, non la lettura.</p>\n<p>Che la scomposizione non sia un riflesso automatico lo mostra un dato: il 35,1% delle imprese italiane con almeno dieci addetti ha subito interruzioni di fornitura nel 2021-2022, e il 48,0% di queste le ha considerate temporanee senza adottare alcuna strategia <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-3\">[3]</a>.</p>\n<blockquote>\n<p><strong>L'albero dei problemi non serve a trovare la soluzione: serve a tenerla fuori finché il problema non è scomposto. Vale quanto le frasi scritte sui cartellini, e «mancanza di X» non è una causa, è una soluzione girata al contrario.</strong></p>\n</blockquote>\n<p>Qui di seguito: che cosa tiene insieme il disegno, come si scrivono i cartellini, i sei passi per costruirlo, un esempio compilato, il criterio per scegliere il ramo e gli errori tipici.</p>\n<h2 id=\"che-cosa-tiene-insieme-lalbero-dei-problemi-effetti-problema-cause\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Che cosa tiene insieme l'albero dei problemi: effetti, problema, cause</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"che-cosa-tiene-insieme-lalbero-dei-problemi-effetti-problema-cause\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" 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direttamente il problema di partenza vanno sotto, quelli che ne sono effetti diretti vanno sopra, e due cause che concorrono allo stesso effetto si affiancano sullo stesso livello <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Quattro espressioni vicine vanno separate subito.</p>\n<p>L'<em>analisi del problema</em> è la fase di lavoro e l'albero è lo strumento con cui si svolge; <em>problem tree</em> è lo stesso oggetto in inglese, non un metodo parallelo.</p>\n<p>L'<em>albero degli obiettivi</em> è questo stesso disegno riscritto in positivo: le situazioni negative diventano risultati desiderabili e i legami causa-effetto diventano legami mezzi-fini <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Il <em><a href=\"/glossario/diagramma-di-ishikawa/\" data-le-key=\"glossario:diagramma-di-ishikawa\" data-le-keys=\"glossario:diagramma-di-ishikawa\" data-le-slug=\"diagramma-di-ishikawa\" data-le-category=\"glossario\" class=\"le-term-marker article-inline-link\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">diagramma di Ishikawa</a></em> ordina invece le cause per categorie — persone, metodi, materiali, macchine — e non rappresenta gli effetti: chi ha bisogno di quell'ordine lo trova nel <a href=\"https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">diagramma di Ishikawa</a>.</p>\n<p>L'albero fa una cosa sola: tiene insieme effetti, problema e cause in un solo disegno, così che si veda a quale altezza si sta parlando.</p>\n<p>Non misura le cause, non le ordina per peso e non indica da solo dove intervenire.</p>\n<h2 id=\"mancanza-di-x-non-è-una-causa-come-si-scrivono-i-cartellini\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>«Mancanza di X» non è una causa: come si scrivono i cartellini</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"mancanza-di-x-non-è-una-causa-come-si-scrivono-i-cartellini\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<blockquote>\n<p>L'albero vale quanto le frasi scritte sui cartellini: una causa che nomina ciò che manca ha già scelto la soluzione e ha chiuso il ramo prima di scavarlo.</p>\n</blockquote>\n<p>Due riunioni sullo stesso ritardo: nella prima la causa scritta è «mancanza di un gestionale di produzione», nella seconda «le date promesse non sono verificabili da chi produce prima della conferma d'ordine».</p>\n<p>Hanno prodotto lo stesso albero?</p>\n<p>No: la prima ha un ramo che finisce subito, perché sotto una soluzione mancante non c'è niente da cercare.</p>\n<p>Il Vocabolario Treccani definisce <em>problema</em> come una situazione o un fatto che presenta difficoltà, ostacoli o inconvenienti da affrontare e risolvere <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-5\">[5]</a>.</p>\n<p>La definizione contiene già il criterio: un problema è qualcosa che accade adesso, non l'assenza dello strumento che servirebbe.</p>\n<p>Il materiale didattico universitario sul ciclo di <a href=\"/glossario/progetto/\" data-le-key=\"glossario:progetto\" data-le-keys=\"glossario:progetto\" data-le-slug=\"progetto\" data-le-category=\"glossario\" class=\"le-term-marker article-inline-link\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">progetto</a> chiama «soluzioni mascherate» le formulazioni che nascondono la risposta, ed elenca le parole-spia: <em>pochi</em>, <em>mancanza</em>, <em>assenza</em>, <em>carenza</em> <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>.</p>\n<p>La regola è facile da applicare perché è lessicale: se il cartellino comincia con una di quelle parole, ciò che segue è la soluzione a cui qualcuno sta già pensando, e il problema vero è rimasto fuori dalla stanza.</p>\n<p>La riformulazione consiste nel dire che cosa accade, o che cosa le persone non riescono a fare, invece di dire che cosa servirebbe <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>.</p>\n<p>«Carenza di personale in montaggio» diventa «il montaggio di una commessa su tre comincia dopo la data prevista dal programma».</p>\n<p>Sotto la seconda frase si può scavare: tempi standard nel programma, personale spostato su altre urgenze, materiali non pronti.</p>\n<p>La stessa fonte segnala altre due formulazioni che bloccano l'analisi: i problemi scritti in forma generica o astratta e quelli scritti come giudizi o opinioni <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>.</p>\n<p>«Poca organizzazione» appartiene alla prima categoria, «il reparto non collabora» alla seconda.</p>\n<p>Nessuna delle due si verifica su un documento, e ciò che non è verificabile non regge i rami che gli vengono appesi sopra.</p>\n<p><picture><source type=\"image/avif\" srcset=\"/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-parole-spia-480w.avif 480w, /article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-parole-spia-960w.avif 960w, /article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-parole-spia-1600w.avif 1600w\" sizes=\"(min-width: 1024px) 860px, 100vw\"><source type=\"image/webp\" srcset=\"/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-parole-spia-480w.webp 480w, /article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-parole-spia-960w.webp 960w, /article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-parole-spia-1600w.webp 1600w\" sizes=\"(min-width: 1024px) 860px, 100vw\"><img src=\"/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-parole-spia.jpg\" alt=\"Le parole-spia che segnalano una soluzione travestita da causa e due esempi di cartellino riscritto come situazione osservabile\" width=\"1600\" height=\"893\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"article-inline-image\"></picture></p>\n<h2 id=\"i-sei-passi-per-costruire-un-albero-dei-problemi-in-una-riunione\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>I sei passi per costruire un albero dei problemi in una riunione</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"i-sei-passi-per-costruire-un-albero-dei-problemi-in-una-riunione\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Una riunione in cui il titolare espone il problema e gli altri annuiscono, e una in cui sei persone scrivono su cartellini e li spostano sulla parete: stesso albero?</p>\n<p>La differenza non è di stile, è di materiale disponibile, perché ciò che non viene scritto non entra nel disegno.</p>\n<p>La manualistica europea sul ciclo di progetto colloca la costruzione dell'albero in un contesto di gruppo guidato da un facilitatore, e avverte che la qualità del risultato dipende da chi partecipa <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Il materiale didattico italiano indica gruppi di dieci-quindici persone e suggerisce di costruire più alberi con partecipanti diversi <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>.</p>\n<p>In Italia la raccomandazione va letta su una struttura proprietaria precisa: nel 2022 l'80,9% delle imprese con almeno tre addetti era controllato da una persona fisica o da una famiglia, e la gestione era affidata nella maggior parte dei casi all'imprenditore stesso o a un familiare <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-3\">[3]</a>.</p>\n<p>La stanza tende ad avere una testa sola: convocare chi vede passare il lavoro — chi programma, chi monta, chi risponde al cliente — procura le prospettive che mancano.</p>\n<p>Servono cartellini, una parete libera e una regola: una frase per cartellino.</p>\n<ol class=\"article-process-list\">\n<li>Scrivere il problema centrale in una frase sola, con un numero e un periodo: formularlo bene è un lavoro a sé, da fare prima di convocare chiunque.</li>\n<li>Raccogliere per iscritto i problemi considerati prioritari, senza discuterli mentre si raccolgono <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</li>\n<li>Scegliere fra questi il problema di partenza e attaccarlo al centro della parete <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</li>\n<li>Per ogni altro cartellino decidere una cosa sola: se è causa del problema di partenza va sotto, se ne è effetto va sopra, se non è né l'una né l'altro va accanto, allo stesso livello <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a> <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>.</li>\n<li>Tracciare le frecce e rileggere il disegno dall'alto e dal basso, chiedendo al gruppo se manca qualcosa <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</li>\n<li>Fermarsi prima che diventi illeggibile: l'albero deve restare una versione semplificata della realtà <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</li>\n</ol>\n<p>Quello che resta sulla parete a fine seduta è un disegno, non ancora una decisione.</p>\n<h2 id=\"un-esempio-di-albero-dei-problemi-su-consegne-che-escono-in-ritardo\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Un esempio di albero dei problemi su consegne che escono in ritardo</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"un-esempio-di-albero-dei-problemi-su-consegne-che-escono-in-ritardo\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>«Non rispettiamo le consegne» sulla lavagna, e lo stesso problema scomposto su una parete di cartellini: da quale dei due esce una decisione?</p>\n<p>Il caso è ipotetico e costruito per l'articolo: un'azienda familiare di trentacinque addetti che produce arredi su misura su commessa.</p>\n<p><strong>Il tronco.</strong> Il problema centrale è stato scritto così: «Nel primo semestre un ordine su quattro è uscito dallo stabilimento dopo la data confermata al cliente».</p>\n<p>Una frase, un dato, un periodo: il resto è o causa o effetto.</p>\n<p><strong>I rami, sopra.</strong> Gli effetti raccolti sono tre: il commerciale rinegozia le date con il cliente a lavorazione avviata, il montaggio lavora in straordinario nelle ultime settimane del mese, alcuni clienti storici hanno smesso di chiedere preventivi per le commesse urgenti.</p>\n<p>Sono la parte visibile, e in riunione arrivano per primi.</p>\n<p><strong>Le radici, sotto.</strong> Al primo livello sono emerse tre cause, affiancate perché concorrono allo stesso effetto.</p>\n<ul class=\"article-check-list\">\n<li>La data di consegna viene confermata prima che la commessa sia definita tecnicamente.</li>\n<li>I materiali dei fornitori arrivano dopo l'inizio previsto della lavorazione.</li>\n<li>Alcune lavorazioni vengono rifatte perché l'errore si scopre in montaggio.</li>\n</ul>\n<p>Sotto ciascuna, la stessa domanda ha aperto un secondo livello.</p>\n<ul class=\"article-check-list\">\n<li>Il preventivo riporta un termine standard di sei settimane a prescindere dal contenuto della commessa; le varianti chieste dal cliente dopo la conferma non spostano la data.</li>\n<li>L'ordine al fornitore parte alla chiusura del disegno esecutivo e non alla conferma dell'ordine; su un fornitore i ritardi sono già stati registrati come ricorrenti.</li>\n<li>Le quote del disegno non vengono verificate con chi monta; il controllo avviene a fine lavorazione e non sul primo pezzo.</li>\n</ul>\n<p>Durante la riunione un cartellino diceva «mancanza di un gestionale di produzione».</p>\n<p>È stato tolto dalle cause e riscritto come «le date promesse non sono verificabili da chi produce prima della conferma d'ordine».</p>\n<p>Il gestionale resta in gioco come possibile intervento, ma fra le risposte, non fra le radici.</p>\n<p>Letto per intero, il disegno dice ciò che la frase sulla lavagna non diceva: il ritardo nasce a monte della produzione, nel modo in cui la data viene promessa.</p>\n<p><picture><source type=\"image/avif\" srcset=\"/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-albero-completo-480w.avif 480w, /article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-albero-completo-960w.avif 960w, /article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-albero-completo-1600w.avif 1600w\" sizes=\"(min-width: 1024px) 860px, 100vw\"><source type=\"image/webp\" srcset=\"/article-assets/albero-dei-problemi/albero-dei-problemi-albero-completo-480w.webp 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fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Una parete piena di cartellini e un'agenda ancora vuota: l'albero ha fatto il suo lavoro o si è fermato a metà?</p>\n<p>Si è fermato a metà, perché il disegno mostra come stanno insieme le cose e non dice da dove si comincia.</p>\n<p>Tre criteri restringono la scelta, in quest'ordine.</p>\n<ul class=\"article-check-list\">\n<li><strong>Controllo.</strong> Si tengono in gioco le sotto-cause su cui l'azienda ha potere di intervento; quelle che dipendono da condizioni esterne restano scritte come vincoli da sorvegliare.</li>\n<li><strong>Profondità.</strong> Si scende finché la sotto-causa smette di essere una spiegazione e diventa un fatto verificabile su un documento o una procedura.</li>\n<li><strong>Concorso.</strong> Una sotto-causa che compare sotto più rami vale più di una che ne alimenta uno solo: un intervento produce effetti in due punti del disegno.</li>\n</ul>\n<p>Il ramo scelto non è il più lungo e non è quello che in riunione ha fatto più rumore.</p>\n<p>Fissato il punto, il disegno si ribalta: le situazioni negative diventano risultati desiderabili e i legami causa-effetto diventano legami mezzi-fini <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>È il passaggio che trasforma l'albero dei problemi in albero degli obiettivi.</p>\n<p>Da qui comincia un lavoro diverso, e lo strumento cambia secondo la forma delle ipotesi.</p>\n<p>Quando le ipotesi sono molte e arrivano da funzioni diverse, si aprono in larghezza per categorie con il <a href=\"https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">diagramma di Ishikawa</a>.</p>\n<p>Quando la catena appare lineare, si scava in profondità con la <a href=\"https://blog.prodability.com/tecnica-5-perche/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">tecnica dei 5 perché</a>.</p>\n<p>Quando il problema è grave o attraversa più reparti, la cornice completa è l'<a href=\"https://blog.prodability.com/analisi-cause-radice/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">analisi delle cause radice</a>; il processo entro cui tutto questo sta è la <a href=\"https://blog.prodability.com/problem-solving-aziendale/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">guida al problem solving aziendale</a>.</p>\n<p>L'ultima riga dell'agenda è la data in cui si riguarda il tronco: stessa misura, stesso periodo di durata.</p>\n<p>Se il numero scritto sul tronco non si è mosso, l'intervento ha agito su un ramo che non lo reggeva.</p>\n<h2 id=\"gli-errori-che-rendono-un-albero-dei-problemi-un-disegno-appeso-al-muro\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Gli errori che rendono un albero dei problemi un disegno appeso al muro</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"gli-errori-che-rendono-un-albero-dei-problemi-un-disegno-appeso-al-muro\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Un albero fotografato a fine riunione e poi dimenticato, e uno riguardato dopo tre mesi con lo stesso tronco: quale dei due ha cambiato qualcosa in reparto?</p>\n<p>I quattro errori qui sotto non riguardano il disegno ma le frasi e le persone che lo hanno prodotto: si riconoscono rileggendo i cartellini, non guardando la forma.</p>\n<p><strong>Scambiare un effetto per una causa.</strong> È l'errore più silenzioso, perché il disegno resta ordinato anche quando un piano è sbagliato.</p>\n<p>Il gesto di correzione è leggere il ramo dal basso verso l'alto inserendo un «quindi» fra un cartellino e quello sopra: se la frase non regge, il cartellino sta nel piano sbagliato.</p>\n<p><strong>Fermarsi al primo livello.</strong> Una causa scritta una volta e non interrogata resta una categoria, e una categoria non si può lavorare.</p>\n<p>È la reazione richiamata in apertura: il problema viene registrato e trattato come un inconveniente che passerà da sé, quindi non viene scomposto.</p>\n<p>Il gesto di correzione è ripetere la domanda «e questo da che cosa è causato?» finché la risposta smette di essere una spiegazione e diventa un fatto verificabile su un documento o un registro.</p>\n<p><strong>Costruirlo da soli.</strong> Un albero disegnato da una testa sola contiene i problemi che quella testa incontra; gli altri restano fuori dal disegno.</p>\n<p>Il gesto è costruire più alberi con gruppi diversi e confrontare i disegni <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>; per i problemi che non arrivano ancora al tavolo, il metodo di ricerca è il <a href=\"https://blog.prodability.com/problem-finding-aziendale/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">problem finding</a>.</p>\n<p><strong>Chiudere la riunione senza una data.</strong> Il disegno non è il risultato: il risultato è un ramo scelto, un intervento con un responsabile e la data in cui si riguarda il numero sul tronco.</p>\n<p>Senza quella data l'albero diventa un poster, e i <a href=\"https://blog.prodability.com/problemi-organizzativi-aziendali/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">problemi organizzativi</a> che descriveva tornano al punto di partenza.</p>\n<h2 id=\"limiti-e-condizioni-di-applicabilità\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Limiti e condizioni di applicabilità</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"limiti-e-condizioni-di-applicabilità\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>L'albero è una semplificazione dichiarata: la manualistica che lo codifica chiede che resti una versione robusta ma semplificata della realtà, perché un disegno troppo fitto smette di orientare i passi successivi <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>La letteratura critica sul quadro logico lo dice in modo più netto: nella pratica quasi ogni albero dei problemi è in realtà una rete, per via dei legami incrociati e delle retroazioni, e l'insistenza su un solo problema centrale serve a ottenere un intervento circoscritto, non a descrivere il mondo <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-4\">[4]</a>.</p>\n<p>Il metodo nasce nella progettazione di interventi di sviluppo e viene documentato in quel contesto <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>: trasferito in azienda conserva la logica di collocazione, non gli esempi né la scala.</p>\n<p>Richiede inoltre tempo, competenze di conduzione e impegno organizzativo, e questi requisiti sono parte del metodo <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-4\">[4]</a>.</p>\n<p>L'albero non pesa le cause: dice come stanno insieme, non quanto costa ciascuna, e la graduatoria per costo o per frequenza si costruisce con strumenti di conteggio separati.</p>\n<p>Il caso dell'azienda di arredi è ipotetico e costruito per l'articolo: le cifre servono a far vedere il procedimento, non a stimare un risultato.</p>\n<p>Il dato ISTAT citato descrive il comportamento di un insieme di imprese davanti a interruzioni di fornitura <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-3\">[3]</a>: mostra quanto sia frequente trattare un problema come temporaneo, non dimostra nessi causali sul singolo caso.</p>\n<p>Quando un problema riguarda la sicurezza delle persone o un obbligo contrattuale o normativo in <a href=\"/glossario/scadenza/\" data-le-key=\"glossario:scadenza\" data-le-keys=\"glossario:scadenza\" data-le-slug=\"scadenza\" data-le-category=\"glossario\" class=\"le-term-marker article-inline-link\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">scadenza</a>, l'intervento non attende la costruzione dell'albero.</p>\n<h2 id=\"faq\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>FAQ</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"faq\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<h3 id=\"albero-dei-problemi-e-problem-tree-sono-la-stessa-cosa\">Albero dei problemi e problem tree sono la stessa cosa?</h3>\n<p>Sì: <em>problem tree</em> è la dizione inglese dello stesso strumento, e l'espressione italiana ne è la traduzione diretta.</p>\n<p>La manualistica europea sul ciclo di progetto lo definisce come la rappresentazione grafica di una situazione negativa che mostra un rapporto di causa ed effetto <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<h3 id=\"come-si-riconosce-che-un-ramo-è-una-soluzione-e-non-una-causa\">Come si riconosce che un ramo è una soluzione e non una causa?</h3>\n<p>Dalle parole con cui è scritto: <em>mancanza</em>, <em>assenza</em>, <em>carenza</em>, <em>pochi</em> introducono di norma la soluzione a cui chi scrive sta già pensando, e il materiale didattico sul metodo le classifica come parole-spia di «soluzioni mascherate» <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>.</p>\n<p>Il rimedio è riscrivere il cartellino dicendo che cosa accade o che cosa le persone non riescono a fare, e verificare che l'affermazione si possa controllare su un documento o un registro.</p>\n<h3 id=\"quante-persone-servono-per-costruirlo-e-quanto-dura\">Quante persone servono per costruirlo e quanto dura?</h3>\n<p>Il metodo è pensato per un gruppo guidato da un facilitatore, con indicazioni che si fermano intorno alle dieci-quindici persone <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-2\">[2]</a>; la qualità del risultato dipende da chi partecipa più che dal numero <a class=\"article-citation\" href=\"#rif-1\">[1]</a>.</p>\n<p>Per un problema di reparto due sedute da un'ora e mezza sono una durata realistica: la prima produce il disegno, la seconda lo corregge.</p>\n<h3 id=\"che-differenza-cè-tra-albero-dei-problemi-diagramma-di-ishikawa-e-tecnica-dei-5-perché\">Che differenza c'è tra albero dei problemi, diagramma di Ishikawa e tecnica dei 5 perché?</h3>\n<p>L'albero tiene insieme effetti, problema centrale e cause su più rami, e serve a scegliere su che cosa lavorare.</p>\n<p>Il <a href=\"https://blog.prodability.com/diagramma-di-ishikawa/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">diagramma di Ishikawa</a> ordina le cause per categorie e non rappresenta gli effetti; la <a href=\"https://blog.prodability.com/tecnica-5-perche/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">tecnica dei 5 perché</a> scende in profondità lungo una sola catena.</p>\n<p>I due strumenti si usano dopo l'albero, sul ramo che è stato scelto.</p>\n<h2 id=\"sintesi-operativa\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Sintesi operativa</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"sintesi-operativa\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>Il punto di partenza è una frase sola, scritta sul tronco, con un numero e un periodo: fino a quando il problema resta un'etichetta generica, ciò che si appende sotto non ha un aggancio.</p>\n<p>Gli effetti si scrivono sopra e le cause sotto, e la regola di collocazione è meccanica: causa diretta sotto, effetto diretto sopra, cause che concorrono allo stesso effetto affiancate.</p>\n<p>Ogni cartellino va riletto prima di essere attaccato, perché le parole <em>mancanza</em>, <em>assenza</em>, <em>carenza</em> e <em>pochi</em> segnalano una soluzione travestita da causa.</p>\n<p>La riformulazione dice che cosa accade o che cosa le persone non riescono a fare, e deve poter essere verificata su un documento o su un registro.</p>\n<p>La stanza va popolata con chi vede passare il lavoro, e conviene costruire più alberi con gruppi diversi quando le prospettive in azienda sono poche.</p>\n<p>La scelta del ramo segue tre criteri in ordine: controllo effettivo, profondità fino al fatto verificabile, presenza della stessa sotto-causa sotto più rami.</p>\n<p>Il disegno si ribalta in positivo per ricavare l'elenco delle cose da fare, e da lì il lavoro passa allo strumento adatto alla forma delle ipotesi.</p>\n<p>L'ultima riga dell'agenda è la data in cui si riguarda il numero sul tronco, con la stessa misura e un periodo di uguale durata.</p>\n<h2 id=\"conclusione\" class=\"article-h2-retrowave\"><span>Conclusione</span><button type=\"button\" class=\"article-heading-link\" data-copy-id=\"conclusione\" aria-label=\"Copia link alla sezione\"><svg xmlns=\"http://www.w3.org/2000/svg\" width=\"16\" height=\"16\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\"><path d=\"M9 17H7A5 5 0 0 1 7 7h2\"/><path d=\"M15 7h2a5 5 0 1 1 0 10h-2\"/><line x1=\"8\" x2=\"16\" y1=\"12\" y2=\"12\"/></svg></button></h2>\n<p>L'albero dei problemi non è un disegno che risolve: è il modo di tenere la soluzione fuori dalla stanza finché il problema non è stato scomposto in cause e sotto-cause.</p>\n<p>Regge quanto reggono le frasi scritte sui cartellini, e un cartellino che nomina ciò che manca ha già deciso la risposta prima di aver guardato il problema.</p>\n<p>Il resto è disciplina di collocazione: gli effetti sopra, il problema centrale al centro con un numero e un periodo, le cause sotto, e la domanda «e questo da che cosa è causato?» ripetuta finché la risposta diventa un fatto verificabile.</p>\n<p>Il ramo scelto è dove comincia un lavoro diverso: l'<a href=\"https://blog.prodability.com/analisi-cause-radice/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">analisi delle cause radice</a> quando il problema attraversa più reparti, e la mappa del processo entro cui tutto questo sta nella <a href=\"https://blog.prodability.com/problem-solving-aziendale/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">guida al problem solving aziendale</a>.</p>\n<p>Dopo qualche albero costruito sugli stessi problemi ricorrenti, la riunione del lunedì cambia forma.</p>\n<p>Non più un elenco di lamentele che si accavallano, ma un disegno corto con un tronco, tre radici e una decisione: si lavora su questa sotto-causa, e fra tre mesi si guarda se il numero sul tronco si è mosso.</p>\n<p>È il passaggio da un'azienda che affronta dieci problemi insieme a una che ne affronta uno alla volta sapendo a che cosa è attaccato.</p>\n<!-- frasi-memorabili\n1. L'albero dei problemi non cerca la soluzione: la tiene fuori finché il problema non è scomposto in cause e sotto-cause.\n2. «Mancanza di X» non è una causa: è una soluzione girata al contrario, e chiude il ramo prima che qualcuno provi a scavarlo.\n-->\n<details class=\"article-fonti\" id=\"fonti\"><summary class=\"article-fonti__summary\">Fonti e Riferimenti</summary>\n<p id=\"rif-1\" class=\"article-reference\">[1] Commissione europea – EuropeAid Cooperation Office, \"Aid Delivery Methods — Volume 1: Project Cycle Management Guidelines\", marzo 2004, § 5.2.3 «Problem Analysis», pp. 67-68 e glossario. Disponibile su: <a href=\"https://international-partnerships.ec.europa.eu/document/download/f7ed20c4-5fc2-4ed7-b54c-0805e4ed952d_en?filename=methodology-aid-delivery-methods-project-cycle-management-200403_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://international-partnerships.ec.europa.eu/document/download/f7ed20c4-5fc2-4ed7-b54c-0805e4ed952d_en?filename=methodology-aid-delivery-methods-project-cycle-management-200403_en.pdf</a></p>\n<p id=\"rif-2\" class=\"article-reference\">[2] Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, \"<a href=\"/glossario/project-management/\" data-le-key=\"glossario:project-management\" data-le-keys=\"glossario:project-management\" data-le-slug=\"project-management\" data-le-category=\"glossario\" class=\"le-term-marker article-inline-link\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Project management</a> — Analisi dei problemi, albero dei problemi, albero degli obiettivi\", materiale didattico del corso, lezione del 15 marzo 2022. È materiale didattico universitario, non una pubblicazione scientifica: è citato per le regole di formulazione dei cartellini, che riprende dalla manualistica sul ciclo di progetto, e mai per dati. Allegato della piattaforma Moodle dell'ateneo, accessibile senza credenziali alla data di accesso (22 settembre 2026): <a href=\"https://moodle2.units.it/pluginfile.php/450256/mod_forum/attachment/41548/04_LEZIONE_15032022_def.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://moodle2.units.it/pluginfile.php/450256/mod_forum/attachment/41548/04_LEZIONE_15032022_def.pdf</a></p>\n<p id=\"rif-3\" class=\"article-reference\">[3] ISTAT, \"Censimento permanente delle imprese 2023: primi risultati\", comunicato stampa, 14 novembre 2023 (anno di riferimento 2022; campione di circa 280mila imprese con almeno 3 addetti, rappresentative di 1.021.618 unità). Disponibile su: <a href=\"https://www.istat.it/comunicato-stampa/censimento-permanente-delle-imprese-2023-primi-risultati/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://www.istat.it/comunicato-stampa/censimento-permanente-delle-imprese-2023-primi-risultati/</a> — PDF: <a href=\"https://www.istat.it/it/files/2023/11/REPORTCensimprese.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://www.istat.it/it/files/2023/11/REPORTCensimprese.pdf</a></p>\n<p id=\"rif-4\" class=\"article-reference\">[4] Gasper, D., \"«Logical Frameworks»: Problems and Potentials\", Institute of Social Studies, L'Aia, 25 settembre 2000. Disponibile nel repository istituzionale RePub della Erasmus University Rotterdam: <a href=\"https://repub.eur.nl/pub/50949/Metis_165267.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://repub.eur.nl/pub/50949/Metis_165267.pdf</a></p>\n<p id=\"rif-5\" class=\"article-reference\">[5] Treccani, \"problema\", Vocabolario on line, Istituto della Enciclopedia Italiana, accezione 3.a. Disponibile su: <a href=\"https://www.treccani.it/vocabolario/problema/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" class=\"article-inline-link\">https://www.treccani.it/vocabolario/problema/</a></p></details>","headings":[{"level":2,"text":"Che cosa tiene insieme l'albero dei problemi: effetti, problema, cause","id":"che-cosa-tiene-insieme-lalbero-dei-problemi-effetti-problema-cause"},{"level":2,"text":"«Mancanza di X» non è una causa: come si scrivono i cartellini","id":"mancanza-di-x-non-è-una-causa-come-si-scrivono-i-cartellini"},{"level":2,"text":"I sei passi per costruire un albero dei problemi in una riunione","id":"i-sei-passi-per-costruire-un-albero-dei-problemi-in-una-riunione"},{"level":2,"text":"Un esempio di albero dei problemi su consegne che escono in ritardo","id":"un-esempio-di-albero-dei-problemi-su-consegne-che-escono-in-ritardo"},{"level":2,"text":"Dal disegno alla decisione: quale ramo conviene lavorare","id":"dal-disegno-alla-decisione-quale-ramo-conviene-lavorare"},{"level":2,"text":"Gli errori che rendono un albero dei problemi un disegno appeso al muro","id":"gli-errori-che-rendono-un-albero-dei-problemi-un-disegno-appeso-al-muro"},{"level":2,"text":"Limiti e condizioni di applicabilità","id":"limiti-e-condizioni-di-applicabilità"},{"level":2,"text":"FAQ","id":"faq"},{"level":3,"text":"Albero dei problemi e problem tree sono la stessa cosa?","id":"albero-dei-problemi-e-problem-tree-sono-la-stessa-cosa"},{"level":3,"text":"Come si riconosce che un ramo è una soluzione e non una causa?","id":"come-si-riconosce-che-un-ramo-è-una-soluzione-e-non-una-causa"},{"level":3,"text":"Quante persone servono per costruirlo e quanto dura?","id":"quante-persone-servono-per-costruirlo-e-quanto-dura"},{"level":3,"text":"Che differenza c'è tra albero dei problemi, diagramma di Ishikawa e tecnica dei 5 perché?","id":"che-differenza-cè-tra-albero-dei-problemi-diagramma-di-ishikawa-e-tecnica-dei-5-perché"},{"level":2,"text":"Sintesi operativa","id":"sintesi-operativa"},{"level":2,"text":"Conclusione","id":"conclusione"}],"tldr":"Un problema grosso e informe sul tavolo — «i clienti si lamentano», «non rispettiamo le consegne» — e una settimana per farci qualcosa: si parte dalla prima risposta o si smonta la frase?","tldrItems":null}